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Introduzione Nutrizione delle piante (continua)

La normativa italiana a differenza di quella comunitaria, che si occupa solo dei concimi minerali, ha sviluppato nel tempo una regolamentazione dettagliata che disciplina la commercializzazione dei concimi organici, organo-minerali, ammendanti, correttivi, substrati e prodotti ad azione specifica (inibitori, attivatori, co-formulati, prodotti ad azione sui fertilizzanti, prodotti di azione sul suolo e biostimolanti) mettendo a punto, al contempo, un dettagliato sistema di tracciabilità attraverso la registrazione dei prodotti e delle ditte produttrici dei fertilizzanti.
In applicazione di ciò, tutti i fertilizzanti, per poter essere immessi in commercio, devono essere inseriti in un registro nazionale, al fine di garantire la tracciabilità dei prodotti. Allo stesso fine, tutte le ditte che producono concimi, sono tenute a dichiarare l'oggetto delle proprie attività e per questo sono registrate a livello nazionale.
I fertilizzanti, immessi in commercio ai sensi delle norme sopracitate, sono sottoposti a controlli ufficiali per l'accertamento delle loro conformità (tipo di fertilizzante, titoli dichiarati di elementi fertilizzanti, titoli dichiarati delle forme e delle solubilità di tali elementi) da laboratori nazionali riconosciuti idonei allo scopo, mediante metodi di campionamento ed analisi adottati ufficialmente dal Mipaaf.
Come già evidenziato sono in corso a livello comunitario i lavori per il riordino normativo del settore, attraverso la revisione del Regolamento (CE) n. 2003/2003, al fine di raggiungere una maggiore uniformità sia tra le varie normative nazionali sia tra le metodologie di analisi utilizzate, nonché garantire una maggiore efficienza e uniformità nei controlli.
Tale revisione prevede l'inserimento dei concimi organici, organo-minerali, ammendanti, substrati di coltivazione e prodotti ad azione specifica quali ad esempio biostimolanti, attualmente fuori normativa, al fine di armonizzare il mercato europeo e di garantire i necessari requisiti di sicurezza per il loro utilizzo in agricoltura.
Altri punti di discussione riguardano: le modalità con cui dovrà essere espresso il contenuto di elementi nutrienti; le definizioni dei nuovi fertilizzanti; nonché i requisiti di etichettatura obbligatoria e facoltativa per ogni categoria di prodotto.
Nell'ambito della revisione ed elaborazione del nuovo Regolamento, sarà necessario prestare la massima attenzione all'inserimento dei prodotti nei nuovi allegati, che vedranno inseriti dall'inizio i prodotti definiti "vecchi", mentre i "nuovi" dovranno essere oggetto di valutazione per essere inseriti.
Pertanto, come è facilmente immaginabile, dovrà essere posta la massima attenzione alla profonda modifica in atto per evitare penalizzazioni per il sistema nazionale che, come abbiamo visto, è dotato di una delle normative nazionali più evolute.
Il sistema nazionale dei fertilizzanti, che fattura circa 900 milioni di euro e rappresenta il 2% dell'intero settore chimico italiano, può essere ricondotto a due aree principali di prodotti: quella delle cosiddette "commodities" o materie prime (urea, nitrato ammonico, solfato ammonico ecc.), e quello delle "specialities", prodotti ad alta specificità, con contenuto tecnologico e innovativo elevato.
Lo scenario economico del settore è rimasto complessivamente stabile nel corso degli ultimi anni. Il consumo complessivo in Italia si aggira attorno ai 50 milioni di quintali di cui circa 28 milioni di quintali di concimi (minerali, organici, organo minerali; 81% in termini di fatturato) e poco più di 20 milioni di tonnellate di ammendanti, correttivi, substrati e prodotti ad azione specifica che contribuiscono al 19% del fatturato di settore (dati ISTAT 2011).
Più in particolare si possono distinguere quattro categorie di prodotti:
*    concimi minerali, che rappresentano il 63% della totalità dei concimi utilizzati in Italia;
*    concimi organici e organo minerali, con una quota del 13% sulle quantità totali vendute;
*    concimi specialistici - quali prodotti idrosolubili, prodotti a rilascio controllato dei nutrienti, prodotti con effetto biostimolante - che rappresentano circa il 2% del totale;
*    ammendanti, correttivi e substrati, l'insieme di queste tipologie costituiscono il 24% in termini di volume.
In termini di fatturato le quattro categorie sono rappresentate nella figura che segue.

Fatturato 4 categorie fertilizzanti - Concimi Minerali 68% - Concimi organici e organo minerali 13% - Concimi specialistici 10% - Ammendanti e correttivi 9%

Nell'area delle "commodities" minerali il panorama produttivo dei fertilizzanti si caratterizza per la presenza di poche grandi imprese, soprattutto internazionali, e per gli ingenti volumi di importazioni da paesi con tecnologie consolidate e costi dell'energia più competitivi. Al contrario, nel campo degli organici e delle specialities le imprese italiane sono in grado di mettere a disposizione degli utilizzatori prodotti all'avanguardia da utilizzare soprattutto nel settore delle colture tipiche dell'ambiente mediterraneo e che rappresentano la peculiarità dell'agroalimentare made in Italy.
Dai dati della distribuzione in Italia dei fertilizzanti, forniti dall'indagine Istat del 2011 sui mezzi di produzione, emerge chiaramente che l'agricoltore italiano tende ad acquistare prevalentemente i prodotti nazionali piuttosto che quelli stranieri.
L'incremento delle vendite dei fertilizzanti, infatti, vede un aumento del 16% dei prodotti italiani, a fronte di un calo del 6% delle vendite dei prodotti stranieri. La dipendenza dall'estero resta invece preponderante per quanto riguarda i concimi azotati, l'86% dei quali vengono prodotti all'estero.
Secondo l'Istat nel 2011 i consumi sono distribuiti come di seguito illustrato

Consumi in percentuale - Nord 69% - Centro 15% - Sud 16%

Al Nord, la Lombardia, il Veneto e l'Emilia Romagna assorbono, rispettivamente, il 20.42%, il 17.5% e il 15,0% della distribuzione nazionale. Al Centro e al Sud, infine, si segnalano la Toscana, il Lazio e la Puglia dove viene distribuito, mediamente, il 5,6% del quantitativo distribuito complessivamente.
In relazione a questo complesso settore, lo schema seguente illustra le attività svolte dall'ufficio DISR V.

Attività dell'Ufficio DISR nel settore fertilizzanti
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