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La Convenzione sulla Promozione e Protezione del Patrimonio Culturale Immateriale del 2003

La Convenzione sulla Promozione e Protezione del Patrimonio Culturale Immateriale, sottoscritta il 17 ottobre 2003 e ratificata in Italia con legge n. 167 del 27 settembre 2007, mira a tutelare il cosiddetto "intangibile heritage" (patrimonio immateriale) nelle sue più differenti espressioni, racchiudendo all'interno di tale definizione tradizioni ed espressioni orali, conoscenze e pratiche riguardanti la natura e, più in generale, il rapporto e le forme di interazione tra l'uomo e l'ambiente circostante. In quest'ottica, il campo di azione della Convenzione si estende alle pratiche e alle conoscenze locali collegate alle aree agricole e forestali inserite a pieno diritto tra le espressioni del cosiddetto "intangibile heritage" da tutelare e promuovere nei circuiti internazionali.

In relazione a tale Convenzione il Ministero Politiche Agricole Alimentari e Forestali  promuove l'azione delle comunità locali per la valorizzazione delle pratiche agricole e alimentari tradizionali avvalendosi di una Task Force attivata presso il Dipartimento delle politiche europee e internazionali e dello sviluppo rurale.

La procedura nazionale per proporre elementi da candidare nella Lista del Patrimonio Immateriale UNESCO è la seguente:
1.  Le proposte per candidare elementi nella Lista del Patrimonio Immateriale dell'Umanità sono promosse e trasmesse alla Commissione Nazionale Italiana per l'UNESCO da chiunque ne abbia interesse (istituzioni, enti, amministrazioni pubbliche, associazioni e altri soggetti).
2.  La Commissione Nazionale Italiana per l'UNESCO, valutato l'ambito della proposta, assegna la stessa al Ministero o ai Ministeri ritenuti competenti per materia che avviano l'attività istruttoria.
3.  L'Amministrazione assegnataria della candidatura procede a contattare il proponente anche al fine di acquisire gli indispensabili elementi informativi e tecnici necessari per la presentazione della stessa.
4.  Entro il termine di 180 giorni dalla ricezione della proposta, l'Amministrazione competente completa l'istruttoria relativa alla candidatura presentata, richiedendo, eventualmente, alla Commissione Nazionale Italiana per l'UNESCO ulteriore tempo per completare l'acquisizione della documentazione necessaria.
5.  Conclusa l'attività istruttoria, l'Amministrazione che l'ha condotta - in piena autonomia e discrezionalità decisionale - presenta alla Commissione Nazionale Italiana per l'UNESCO gli esiti del lavoro svolto, proponendo la presentazione immediata della candidatura all'UNESCO ovvero la sospensione della decisione per una successiva considerazione ovvero il rinvio della stessa, motivando in ogni caso la decisione assunta. L'Amministrazione competente in piena autonomia e discrezionalità decisionale può riproporre in ogni momento alla Commissione le candidature temporaneamente sospese per i successivi seguiti.
6.  La Commissione Nazionale Italiana per l'UNESCO, tenuto conto dell'attività istruttoria svolta, della proposta formulata dall'Amministrazione competente, esprime in modo non vincolante il proprio parere, acquisisce - in sede di Consiglio Direttivo - il parere non ostativo da parte delle altre Amministrazioni centrali e lo trasmette al Ministero degli Affari Esteri.
7.  Il Ministero degli Affari Esteri adotta le proprie determinazioni e trasmette alla Rappresentanza Permanente d'Italia presso l'UNESCO le relative decisioni assunte.
8.  La Rappresentanza Permanente d'Italia presso l'UNESCO trasmette a sua volta i dossier di candidatura al Segretariato UNESCO competente.
9.  Le candidature trasmesse alla Rappresentanza Permanente d'Italia presso l'UNESCO ovvero direttamente ai Segretariati delle Convenzioni e dei Programmi UNESCO senza l'osservanza della procedura di cui ai punti 4, 5, 6, 7 sono da considerarsi nulle e devono essere ritirate.

La procedura internazionale di candidatura è particolarmente complessa ed articolata. Di seguito si riassumono le diverse successive fasi del procedimento:
1.  31 marzo 1° anno: termine per la presentazione delle candidature da parte dello Stato parte al Segretariato della Convenzione. Le candidature presentate oltre questa data saranno valutate nel seguente ciclo di valutazione.
2.  30 giugno 1° anno: termine entro cui il Segretariato è tenuto ad esaminare le candidature, a registrarle e a confermarne la ricezione allo Stato parte. Se una candidatura è ritenuta incompleta, saranno richieste allo Stato proponente informazioni addizionali. Sono inammissibili candidature provenienti direttamente all'UNESCO da parte di Amministrazioni territoriali o soggetti pubblici o privati diversi dallo Stato parte (quindi, nel caso di candidature di pratiche agricole o alimentari, da parte del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali).
3.  30 settembre 1° anno: termine entro cui lo Stato Parte è tenuto a fornire tali informazioni addizionali, se richieste, al Segretariato. Le candidature rimaste incomplete alla data in questione potranno essere completate e valutate nel ciclo di valutazione successivo.
4.  Dicembre 1° anno - Maggio 2° anno: esame delle candidature da parte dell'Organo sussidiario.
5.  Aprile - Giugno 2° anno: riunione dei membri dell'Organo sussidiario per l'esame finale delle candidature. Vengono fornite una valutazione sulla conformità della candidatura ai criteri d'iscrizione ed una raccomandazione al Comitato contenente un parere positivo o negativo sull'iscrizione dell'oggetto della candidatura.
6.  4 settimane prima del Comitato Intergovernativo: il Segretariato trasmette ai Membri del Comitato Intergovernativo il rapporto di valutazione. I documenti relativi alla candidatura ed il rapporto in questione saranno altresì pubblicati on-line e consultabili da ogni Stato membro.
7.  Novembre 2° anno: il Comitato Intergovernativo si riunisce in Sessione ordinaria per valutare le candidature e decidere sull'eventuale inserimento nella Lista del Patrimonio Mondiale Immateriale.

Questa Amministrazione ha dimostrato di guardare con particolare attenzione alla Convenzione del 2003 - del cui Comitato esecutivo l'Italia ha fatto parte dal 2008 al 2010  - presentando, come Amministrazione centrale dello Stato, la prima candidatura nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale iscritta dopo negoziato: la "Dieta Mediterranea".

Nell'agosto 2008, infatti, Italia, Spagna, Grecia e Marocco hanno presentato la candidatura congiunta della "Dieta Mediterranea", intesa quale stile di vita sostenibile, per l'iscrizione nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità UNESCO.

Il Segretariato della Convenzione, in seguito ad una prima analisi formale del dossier di candidatura presentato, con una lettera ufficiale datata 30 ottobre 2008 ha chiesto ai 4 Stati co-promotori di fornire entro il 15 gennaio 2009 alcune informazioni aggiuntive ad integrazione del dossier. In ottemperanza a quanto richiesto dal Segretariato, i 4 Stati hanno provveduto alla modifica parziale del dossier che è stato così inviato all'Organo sussidiario per la valutazione tecnica.

Nel maggio 2009 il Segretariato ha comunicato ai 4 Stati Parte l'esito negativo della valutazione del dossier di candidatura operata dall'Organo sussidiario. Onde evitare una bocciatura, in seguito a due riunioni di coordinamento a Rabat ed a Barcellona nel luglio 2009, i quattro Stati hanno deciso all'unanimità di ritirare la candidatura per il ciclo 2008-2009 ma di ripresentare subito un nuovo dossier per la candidatura della Dieta Mediterranea per la valutazione nel ciclo 2009-2010: il 31 agosto 2009, dopo un intenso lavoro svolto sotto il coordinamento del Gruppo di Lavoro UNESCO del Ministero delle Politiche Agricole italiano, il dossier di candidatura e' stato ripresentato, ampiamente riscritto secondo i suggerimenti formulati dall'UNESCO ed indicando, per ciascun Paese, una comunità emblematica di riferimento (per l'Italia, il Cilento).

Il 1 febbraio 2010, in seguito ad alcune ulteriori osservazioni formulate dal Segretariato della Convenzione è stato consegnato a Parigi il dossier completo di candidatura in lingua francese ed inglese con in allegato le lettere di adesione di associazioni ed enti delle 4 comunità emblematiche dei 4 Stati proponenti la candidatura.

Il 21 giugno 2010, il Segretariato della Convenzione del 2003 ha ufficialmente comunicato all'Italia l'esito positivo della valutazione da parte dell'Organo Sussidiario e la conseguente proposta al Comitato di una raccomandazione favorevole all'iscrizione della Dieta Mediterranea nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Immateriale dell'Umanità dell'UNESCO.

Il 17 novembre 2010, il Comitato Intergovernativo della Convenzione del 2003 riunitosi a Nairobi, in Kenya, ha iscritto la Dieta Mediterranea nella Lista del Patrimonio Immateriale UNESCO.
 
Il Ministero delle politiche agricole, sempre in relazione alla candidatura della Dieta Mediterranea, ha lavorato insieme a Spagna, Grecia e Marocco per allargare il riconoscimento ottenuto anche a Croazia, Cipro, Portogallo. Il nuovo dossier preparato dai sette Paesi è stato consegnato a Parigi il 31 marzo 2012 ed attualmente in attesa di valutazione. 

Nel giugno del 2011 il Ministero, tramite la Task Force UNESCO attivata presso il Dipartimento delle politiche europee e internazionali e dello sviluppo rurale, ha curato la valutazione delle 52 candidature pervenute dagli Stati parte della Convenzione al Segretariato, essendo l'Italia componente dell'Organo Sussidiario incaricato della valutazione preliminare delle candidature.

Inoltre, la Commissione Nazionale Italiana per l'UNESCO ha recentemente deliberato che l'unica candidatura dell'Italia per il ciclo 2013-2014 sarà quella de "La pratica agricola della coltivazione della vite ad alberello dell'isola di Pantelleria", i cui lavori di coordinamento sono stati seguiti da questa Amministrazione. In caso di iscrizione sarà la prima pratica agricola ad essere iscritta nella prestigiosa Lista dell'UNESCO.

 
 

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