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La Convenzione per la Protezione del Patrimonio Mondiale Culturale e Naturale del 1972

La Convenzione sul Patrimonio Culturale e Naturale Mondiale, firmata a Parigi nel novembre 1972 e ratificata in Italia con legge n. 184 del 6 aprile 1977, definisce il concetto di patrimonio culturale e naturale e le modalit per attuare la sua protezione, stabilisce un Fondo di sostegno per le proprie attivit e fissa le condizioni per l'assistenza internazionale e per i programmi educativi a favore degli Stati membri pi bisognosi.

Obiettivi della Convenzione

La missione fondamentale del Progetto Patrimonio Mondiale dell'UNESCO infatti quella di incoraggiare i vari Paesi ad assicurare la protezione del proprio patrimonio culturale e naturale a livello internazionale grazie a specifiche competenze tecniche e all'individuazione e successiva candidatura dei siti nazionali da includere in una Lista rappresentativa di siti considerati unici al mondo e patrimonio dell'Umanit (c.d.World Heritage List).

L'interesse del Ministero si concentra nella valorizzazione dei paesaggi rurali, esempio emblematico di paesaggio culturale, cos come definito dalle Operational Guidelines della Convenzione e dal relativo Annesso III che gi nel 1992 individuavano in tali siti manifestazioni dell'"opera combinata tra uomo e natura" in grado di illustrare "l'evoluzione nel tempo della societ e dei suoi stanziamenti, sotto la spinta di vincoli fisici o in virt delle opportunit offerte dall'ambiente naturale". Rientrano in questa definizione tutti quei comprensori fortemente caratterizzati da pratiche agricole, alimentari e pastorali conosciute anche come "trilogia rurale", che include la coltivazione dei campi, la coltivazione delle foreste e l'allevamento. Non a caso il Ministero la sola Autorit nazionale ad aver preso parte agli Expert meeting organizzati dall'UNESCO sui paesaggi vitivinicoli e agro-silvo-pastorali, tra cui l'incontro di tenutosi a Montpellier dall'1 al 5 ottobre 2012.

Le procedure di candidatura e i siti italiani

Sul piano internazionale, il procedimento di iscrizione di un sito nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO regolato dalle Operational Guidelines, manuale attuativo della Convenzione del 1972 che individua scadenze, requisiti e format per la presentazione delle candidature.
Ogni proposta deve essere inserita da almeno un anno nella tentative list nazionale e richiede la produzione di un dossier pilota e del format dell'Annesso II delle Guidelines. La redazione di tale documentazione pu essere sviluppata attraverso la creazione di un gruppo di lavoro a livello locale, coordinato da un responsabile e composto da referenti di istituzioni locali, scientifiche ed accademiche, e dagli stakeholderdi riferimento. L'avvio di ogni candidatura spetta, infatti, al territorio e alle sue componenti, in coordinamento con le Autorit centrali.

Sul piano nazionale, la selezione delle proposte da inviare al Centro del Patrimonio Mondiale per l'avvio del procedimento ufficiale di valutazione si completa con un percorso di perfezionamento del format e dell'intero dossier in coordinamento tra i Ministeri competenti ratione materiae e il gruppo di lavoro locale, che culmina con un'istruttoria ad opera delle Autorit centrali e la decisione della Commissione Nazionale Italiana per l'UNESCO. Tale fase regolata da una apposita procedura concordata individuata dalla Commissione Nazionale Italiana per l'UNESCO e dalle Amministrazioni centrali che siedono nel relativo Consiglio Direttivo.

Una volta approvata la candidatura dalla Commissione Nazionale Italiana per l'UNESCO, il dossier trasmesso (entro il 1 febbraio di ogni anno) a cura della Rappresentanza Permanente d'Italia presso l'UNESCO, ed inizia il procedimento di valutazione che dura circa 18 mesi e passa per l'esame del dossier a cura degli Advisory Body della Convenzione in base ai criteri di iscrizione, attraverso l'individuazione di un panel di esperti, lo svolgimento di una missione in loco di uno o pi esperti internazionali, la trasmissione di ulteriori informazioni e documenti al fine di chiarire i punti scientifici e i requisiti di tutela e governancedel sito candidato. Tale percorso si sviluppa nell'arco di circa dodici mesi (da marzo a febbraio) e culmina nel secondo anno con l'analisi del rapporto finale di valutazione e la decisione che viene assunta dal Comitato del Patrimonio Mondiale, che si riunisce in sessione ordinaria ogni anno nel periodo estivo, e l'eventuale proclamazione, in caso di esito positivo, nella World Heritage List.

A gennaio 2018 la World Heritage List conta 1073 siti iscritti di cui 832 siti culturali, 206 siti naturali e 35 siti misti iscritti in base a criteri culturali (criteri I-VI) e naturali (criteri VII-X). L'Italia il primo Paese al mondo per numero di siti riconosciuti, con 53 siti di cui 48 a carattere culturale e 5 a carattere naturale. Qui di seguito viene riportata la Lista del Patrimonio Mondiale italiano ordinata in base all'anno d'iscrizione:

* ArteRupestre della Val Camonica (1979).
* Centro storico di Roma (1980, 1990); sito transfrontaliero con la Santa Sede.
* Santa Maria delle Grazie e il Cenacolo (1980).
* Centro storico di Firenze (1982).
* Venezia e la sua Laguna (1987).
* Pisa, Piazza del Duomo (1987).
* Centro storico di San Gimignano (1990).
* I Sassi di Matera (1993).
* Vicenza, Citt del Palladio (1994).
* Centro storico di Siena (1995).
* Centro storico di Napoli (1995).
* Insediamento industriale di Crespi d'Adda (1995).
* Centro storico di Ferrara (1995).
* Trulli di Alberobello (1996).
* Monumenti paleocristiani di Ravenna (1996).
* Centro storico di Pienza (1996).
* Castel del Monte (1996).
* Reggia di Caserta, il Parco, l'acquedotto Vanvitelli e il Complesso di SanLeucio (1997).
* Residenze Sabaude (1997).
* Padova, l'Orto botanico (1997).
* Portovenere, Cinque Terre e Isole (Palmaria, Tino e Tinetto) (1997).
* Modena: Cattedrale, Torre Civica e Piazza Grande (1997).
* Aree archeologiche di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata (1997).
* Costiera Amalfitana (1997).
* Area Archeologica di Agrigento (1997).
* Piazza Armerina, La Villa del casale (1997).
* Villaggio Nuragico di Barumini (1997).
* Parco Nazionale del Cilento (1998).
* Centro storico di Urbino (1998).
* Zona Archeologica e Basilica Patriarcale di Aquileia (1998).
* Villa Adriana (Tivoli) (1999).
* Citt di Verona (2000).
* Isole Eolie (2000).
* Assisi, la Basilica di San Francesco e altri siti Francescani (2000).
* Villa d'Este (Tivoli) (2001).
* Citt Barocche del Val di Noto (2002).
* Val d'Orcia (2004).
* Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia (2003).
* Necropoli etrusca di Cerveteri e Tarquinia (2004).
* Siracusa e la necropoli rupestre di Pantalica (2005).
* Genova, le Strade Nuove e il Sistema dei Palazzi dei Rolli (2006).
* Mantova e Sabbioneta (2008).
* La Ferrovia Retica ed il Bernina (2008); sito transfrontaliero con laSvizzera.
* Dolomiti (2009).
* Monte San Giorgio (2010); sito transfrontaliero con la Svizzera (2003).
* I Siti Palafitticoli Preistorici Dell'Arco Alpino (2011); sito transnazionale conFrancia, Svizzera, Germania, Austria e Slovenia.
* I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.) (2011).
* Monte Etna (2013) .
* Ville e Giardini dei Medici(2013) .
* Paesaggi vitivinicoli delPiemonte: Langhe-Roero e Monferrato (2014).
* Palermo arabo-normanna ele cattedrali di Cefal e Monreale (2015) .
* Le opere di difesaveneziane tra XVI e XVII secolo: Stato da Terra-Stato da Mar occidentale (2017);sito transnazionale con Croazia e Montenegro.
*Faggete primarie e vetuste dei Carpazi e di altre regioni d'Europa (2017); sitotransnazionale con altri 11 Paesi.

L'impegno dell'Amministrazione

In attuazione in Italia delle principali convenzioni del Settore Cultura dell'UNESCO - ovvero la Convenzione sul Patrimonio Mondiale del 1972 e la Convenzione sul Patrimonio Culturale Immateriale del 2003 - il Ministero ha istituito con D.M. 19 dicembre 2012 n. 17070 un apposito Registro per identificare e catalogare "i paesaggi rurali tradizionali o di interesse storico, e le pratiche e le conoscenze tradizionali" assegnando a un' "Osservatorio Nazionale" il compito di valutare le proposte di inserimento nel Registro, al fine di anche di selezionare, in sede interministeriale nel quadro dei lavori della Commissione Nazionale Italiana per l'UNESCO, le proposte di iscrizione alle Liste della Convenzione del 1972 e 2003.

Tra le iniziative promosse dal Ministero rientra anzitutto l'iscrizione, nel 2014, del sito dei "Paesaggi vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato" (2014) per il tramite della Task Force UNESCO del Dipartimento delle politiche europee, internazionali e dello sviluppo rurale supportata dal CUEIM, che assunse un ruolo attivo nella redazione del dossier di candidatura, conducendo analisi e missioni di studio sul campo e cooperando per la realizzazione dell'analisi comparativa. Grazie alla collaborazione tra il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, il Ministero per i beni e le attivit culturali e la Regione Piemonte, il lavoro di revisione produsse il dossier approvato all'unanimit da parte della Commissione Nazionale Italiana per l'UNESCO ed inviato a Parigi quale unica candidatura italiana per il ciclo 2013-2014. Tale dossier fu accolto positivamente in occasione della 38 sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale (Doha, Qatar, 15 - 25 giugno 2014) che sanc l'iscrizione del sito nella World Heritage List.

Trale ulteriori iniziative seguite va segnalata la candidatura, per il ciclo2017/2018 attualmente in corso, del sito " Le Colline del Prosecco di Conegliano eValdobbiadene"come paesaggio culturale vitivinicolo e l'inserimento diulteriori dossier nellatentative listnazionale (tra cui "Transumanza: i Regi Tratturi").

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