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Risoluzione del Parlamento europeo del 13 marzo 2013 sulle conclusioni del Consiglio europeo del 7 e 8 febbraio 2013 relative al quadro finanziario pluriennale

Il Parlamento europeo respinge nella sostanza l'accordo nella sua versione attuale in quanto non riflette le priorità e le preoccupazioni espresse dal Parlamento - segnatamente nella sua risoluzione del 23 ottobre 2012 - e ignora il ruolo e le competenze del Parlamento previsti dal trattato di Lisbona; ritiene che l'accordo, che vincolerà l'Unione per i prossimi sette anni, non possa essere accettato senza che siano soddisfatte determinate condizioni fondamentali.
 
L'Assemblea, inoltre, sottolinea la propria disponibilità ad avviare negoziati in piena regola con il Consiglio su tutte le disposizioni del regolamento QFP e sull'accordo interistituzionale (AII), onde garantire che l'Unione disponga di un bilancio moderno, lungimirante, flessibile e trasparente, in grado di assicurare crescita e occupazione, oltre a colmare il divario esistente tra gli impegni politici dell'Unione e le risorse di bilancio; sottolinea che intende votare a favore del regolamento QFP e dell'accordo interistituzionale soltanto in caso di esito positivo dei negoziati approfonditi con il Consiglio.
 
Il PE intende esercitare pienamente le proprie prerogative legislative previste dal trattato di Lisbona, ribadendo che i negoziati su elementi rientranti nell'ambito della procedura legislativa ordinaria non possono essere vanificati dalle conclusioni del Consiglio europeo sul QFP, le quali vanno considerate delle semplici raccomandazioni politiche al Consiglio.

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