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Principali risoluzioni di carattere legislativo approvate dal PE

 

Il 19 aprile 2018 il Parlamento europeo, riunito in seduta plenaria, ha approvato la risoluzione legislativa, in prima lettura, ai sensi dell'art.59 del regolamento del PE, sulla "Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla produzione biologica e all'etichettatura dei prodotti biologici, che modifica il regolamento (UE) n.XXX/XXX del Parlamento europeo e del Consiglio [regolamento sui controlli ufficiali] e che abroga il regolamento (CE) n.834/2007 del Consiglio" - (relatore On.le Hausling) - competente nel merito COMAGRI": con tale votazione si è alfine definito l'iter procedurale che ha caratterizzato l'esame di tale proposta, al culmine di complessi negoziati inter-istituzionali che si sono articolati in numerosi triloghi  per la durata di oltre un anno e mezzo. Una conferma dei perduranti contrasti riscontrati  su alcune scelte normative si ricava dal risultato con cui è stata approvata tale risoluzione (466 voti a favore, 124 contrari fra cui una considerevole componente italiana trasversale ai partiti e 50  astenuti), interpretando in tal modo il malcontento di parte della base produttiva. In ogni caso si possono di seguito enucleare gli aspetti salienti della riforma in esame:   controlli più efficaci inseriti in un sistema che ne comporti la concreta fattibilità con cadenza tendenzialmente annuale, rispetto degli standard europei da parte dei prodotti importati da Paesi extra UE,  l'uso di pesticidi in relazione alla fissazione di limiti massimi per evitare la contaminazione,  miglioramento dell'offerta di semi biologici sulla base di banche dati allo scopo creati e con la previsione di apposite deroghe, continuità delle aziende miste, a condizione che le attività biologiche e convenzionali siano chiaramente ed efficacemente separate, semplificazione per le certificazioni dei piccoli produttori, residui di sostanze non ammesse,  produzione strettamente legata al suolo in rapporto alle serre utilizzate nei paesi del Nord Europa con previsione di apposite deroghe.

 

Il 1 marzo 2018 il Parlamento europeo, riunito in seduta plenaria, ha approvato la risoluzione legislativa in prima lettura, ai sensi dell'art.59 del regolamento di funzionamento del PE, relativa alla "Proposta di regolamento del Consiglio e del Parlamento europeo relativo alla definizione, presentazione ed etichettatura delle bevande spiritose, uso delle denominazioni di bevande spiritose nella presentazione e nell'etichettatura di altri prodotti alimentari nonché protezione delle indicazioni geografiche delle bevande spiritose" - (relatrice On.le Ayuso) - competente nel merito commissione ENVI (ambiente, sanità pubblica e sicurezza alimentare), previo parere espresso dalla COMAGRI; il testo in oggetto riguarda la proposta presentata dalla Commissione UE per allineare il regolamento (CE) n.110/2008 all'entrata in vigore del trattato di Lisbona. La relatrice ha sottolineato l'opportunità che la risoluzione in esame, volta ad ammodernare la regolamentazione delle bevande spiritose, introduca un mero aggiornamento che rafforzi la protezione delle indicazioni geografiche, senza stravolgere il contenuto vigente. In ogni caso dai dibattiti parlamentari sono emerse alcune problematiche particolarmente significative, quali le miscele, le procedure di registrazione, la traduzione delle indicazioni geografiche, la fissazione per tutte le acquaviti di un limite per lo zucchero. Peraltro si segnala che la relatrice stessa, una volta definita la procedura di votazione del testo in esame (593 favorevoli, 28 contrari, 11 astenuti), ha proposto all'assemblea di rinviare la questione, ai sensi dello stesso art.59 paragrafo 4, alla commissione competente ENVI per l'avvio dei negoziati inter-istituzionali (cosiddetti triloghi)  in conformità degli articoli 59 bis e 69 septies del regolamento del PE, laddove sono stabilite la tempistica e le modalità di svolgimento  dei negoziati medesimi: l'assemblea si è espressa favorevolmente a larga maggioranza.

 

Il 12 dicembre 2017 il Parlamento europeo, riunito in seduta plenaria, ha approvato a grande maggioranza (503 voti favorevoli, 87 contrari e 13 astenuti) il progetto di risoluzione legislativa, in prima lettura, concernente la "Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che modifica i Regolamenti (UE) n.1305/2013, (UE) n.1306/2013, (UE) n.1307/2013, (UE) n.1308/2013 e (UE) n.652/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio - (cosiddetta "Proposta OMNIBUS") - correlatori On.le Dess e On.le De Castro, con il quale il co-legislatore ha di fatto dato il proprio via libera ad una modifica di medio termine della PAC 2014-2020.
In particolare, la posizione espressa dal PE e successivamente approvata dal Consiglio, ai sensi dell'art. 294, par. 4 del TFUE (procedura legislativa ordinaria), contiene tutti gli aspetti fondamentali che caratterizzano tale riforma parziale della PAC, oggetto di approfondite discussioni durate ben 15 mesi, dalla data di presentazione della cosiddetta "proposta OMNIBUS", fino alla definizione dell'accordo inter-istituzionale raggiunto il 12 ottobre u.s. e conseguente stralcio della componente agricola di tale proposta, rispetto agli altri settori interessati (fra cui sviluppo regionale, occupazione, trasporti), oggetto tuttora di negoziati fra le istituzioni della UE.
L'atto legislativo  così approvato (regolamento (UE) 2017/2393 del 13 dicembre 2017, pubblicato sulla GUCE L 350/15 del 29-12-2017), è entrato in vigore il 1°gennaio 2018 e contiene, fra le principali modifiche,  una maggiore flessibilità della figura dell'agricoltore attivo, la semplificazione nelle regole del greening e la possibilità di aumentare il pagamento di base per i giovani agricoltori, la proroga della durata dei programmi di sviluppo rurale, la migliore capacità e strumenti finanziari più efficaci per la gestione del rischio e per far fronte alle crisi di mercato derivanti dalla volatilità dei mercati, condizioni climatiche avverse o improvvise epidemie generate da parassiti delle piante o malattie degli animali ed altre semplificazioni, le ulteriori novità introdotte per quanto concerne la misura sulla consulenza aziendale, il rafforzamento della posizione degli agricoltori nell'ambito della catena alimentare attraverso il potenziamento del ruolo delle organizzazioni dei produttori, con possibilità di negoziare i contratti di fornitura senza violare le regole di concorrenza dell'UE per tutti i settori, sulla falsariga di quanto già consentito per il settore del latte, con il parallelo impegno da parte della Commissione UE di presentare entro il primo semestre 2018 una proposta legislativa volta a contrastare le pratiche commerciali sleali.
A livello europeo, la fase legislativa, conclusa con l'emanazione del sopra riportato regolamento, lascia ora spazio al lavoro dellaCommissione europea che dovrà predisporre i provvedimenti attuativi della citata modifica, previsti aisensi degli artt.290 e 291 del TFUE.

 
 

Il 20 novembre 2013 il Parlamento europeo, riunito in seduta plenaria, ha approvato la propria posizione in prima lettura sui progetti di regolamento costituenti il cosiddetto pacchetto di riforma della PAC 2014-2020: pagamenti diretti, OCM Unica, sviluppo rurale e regolamento finanziario. Si è trattata della prima riforma negoziata secondo la procedura legislativa ordinaria, introdotta in ambito agricolo dal Trattato di Lisbona: il Parlamento europeo ha così potuto esprimersi sulla principale politica di spesa europea con pari poteri rispetto al Consiglio, cui solo in precedenza spettava il potere decisionale in materia. La riforma, strettamente collegata agli esiti della revisione del Quadro Finanziario Pluriennale per il medesimo periodo, è stata conclusa il 17 dicembre 2013 con l'approvazione, da parte del Consiglio, della posizione espressa dal Parlamento europeo. Maggiori informazioni sull'argomento possono essere ricavate dall'apposita sezione del sito ministeriale.

 
 

La risoluzione legislativa in prima lettura concernente il "Regime di aiuti per la distribuzione di ortofrutticoli, banane e latte negli istituti scolastici"(relatore On.le Tarabella) - risultato finale 584 voti favorevoli - 94 contrari - 32 astenuti. Su tale importante testo normativo il relatore ha tenuto a sottolineare la rilevanza che assume il regime di aiuti, su base volontaria, così licenziato dal legislatore comunitario, volto ad assicurare una sempre più elevata buona educazione alimentare fin dalla più tenera età, favorendo la corretta alimentazione basata sulla stagionalità, freschezza e territorialità dei prodotti interessati, prevedendo un sistema più efficiente rispetto a precedenti analoghe iniziative; ha rammentato inoltre come il PE con la fermezza del suo atteggiamento  abbia  fatto valere la propria posizione in merito alla base giuridica della normativa di che trattasi, nei confronti dell'interpretazione all'inizio sostenuta dal Consiglio e accogliendo con particolare compiacimento l'aumento degli stanziamenti a favore di tale regime di aiuti, rispetto a quanto inizialmente previsto;

 
 

E' stata approvata, a larga maggioranza, la risoluzione legislativa riguardante -"Introduzione di misure commerciali autonome di emergenza a favore della Tunisia"(competente nel merito commissione INTA-parere espresso dalla commissione AGRI): a tal riguardo si sottolinea che con tale testo il PE ha licenziato il piano di emergenza a favore della Tunisia, colpita dai ben noti atti di terrorismo, per l'importazione extra di 35 mila tonnellate di olio d'oliva per il 2016  e di altrettante per il 2017.  Peraltro, sulla base delle proposte scaturite dal parere emesso a suo tempo dalla COMAGRI, sono stati approvati a larga maggioranza due emendamenti che pongono precisi limiti a tali misure: da un lato esse risultano limitate ai due anni considerati escludendo la possibilità di proroghe, dall'altro potrà essere importato solo olio originario dalla Tunisia , interamente ottenuto in locoe successivamente trasportato nei Paesi UE, in tal modo scongiurando il pericolo di possibili frodi da parte di produttori europei privi di scrupoli.

 
 

E' stata approvata a larga maggioranza e con numerosi emendamenti e compromessi la risoluzione legislativa riguardante le "Condizioni zootecniche e genealogiche applicabili agli scambi commerciali e alle importazioni nell'Unione di animali riproduttori e del loro materiale germinale".

 
 

E' stata approvata, in secondalettura, la risoluzione su "Misure di protezione contro gli organismi nocivi per le piante"(relatrice On.le McIntyre): la relatrice stessa ha rammentato che il testo redatto è frutto di un faticoso  accordo raggiunto con il Consiglio dopo ampi ed approfonditi negoziati svoltisi nell'arco di più sessioni, per cui ha invitato i colleghi euro deputati a non presentare ulteriori emendamenti, pena un ulteriore appesantimento della procedura parlamentare. In effetti sul testo esaminato si è registrata una sostanziale convergenza  fra i vari relatori-ombra, che hanno sottolineato fra l'altro la rilevanza che tali misure possono assumere per la prevenzione e la gestione del rischio, viste le problematiche che si sono manifestate in ambito europeo negli ultimi periodi, con particolare riferimento alla ben nota crisi per il settore olivicolo derivante dalla Xylella fastidiosae fissando nel testo alcuni principi basilari: impatto minimo sul territorio, esclusione di discriminazioni dal punto di vista commerciale e giustificazioni tecniche fondate su  reali evidenze scientifiche.

 
 

E' stata approvata in seconda lettura la risoluzione legislativa relativa alla "Possibilità per gli Stati membri di limitare o vietare la coltivazione di OGM sul loro territorio".Il testo licenziato, di particolare rilevanza, è frutto del compromesso raggiunto con il Consiglio nell'ambito di approfonditi  triloghi interistituzionali.

 
 
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