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Parlamento europeo

Dal 1° dicembre 2009 - con l'entrata in vigore del Trattato di Lisbona - il Parlamento europeo (PE) condivide a tutti gli effetti il ruolo di co-legislatore con il Consiglio anche in materia agricola.

I principali atti comunitari in materia, per poter entrare in vigore, devono cioè essere approvati congiuntamente da PE e Consiglio che agiscono, quasi in una sorta di bicameralismo, in rappresentanza rispettivamente dei cittadini europei e degli Stati membri.

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I lavori al Parlamento europeo

(I resoconti delle riunioni parlamentari sono redatti e pubblicati in ottemperanza all'impegno, assunto dal Governo innanzi al Parlamento italiano nella Relazione programmatica 2011 sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, attraverso il quale l'Esecutivo intende "favorire una più ampia divulgazione dell'attività svolta dalle Istituzioni dell'Unione in ambito agricolo attraverso l'utilizzo di Internet". Essi non esprimono in alcun modo la posizione del Governo italiano sulle questioni trattate dal Parlamento europeo).

ASSEMBLEA PLENARIA

 





A seguito delle elezioni del 23 - 26 maggio 2019, il Parlamento europeo nella sua nuova composizione si è riunito in seduta plenaria nei giorni 2 - 4 luglio 2019 presso la sede di Strasburgo.

In tale seduta  si è proceduto all'elezione, a scrutinio segreto, del Presidente (On. David Sassoli), dei Vice presidenti (in numero di quattordici) e di cinque Questori, tenendo conto di un'equa rappresentanza degli Stati membri e degli orientamenti politici.


Nel corso di tale tornata sono stati eletti anche i membri delle commissioni parlamentari. Per quanto riguarda la Commissione agricoltura e sviluppo rurale (COMAGRI), sono stati indicati 48 parlamentari quali componenti titolari, tra i quali risultano eletti in Italia i seguenti:


-DE MEO Salvatore (PPE - Partito Popolare Europeo) *
-DORFMANN Herbert (PPE)
-DE CASTRO Paolo (S&D - Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici)
-PICIERNO Pina (S&D)
-BIZZOTTO Mara (ID - Identità e Democrazia)
-CIOCCA Angelo (ID)
-GIARRUSSO Dino (NI - Non Iscritti).

Tra i componenti sostituti, invece, sono stati eletti in Italia i seguenti deputati:

-MILAZZO Giuseppe (PPE)
-FERRANDINO Giuseppe (S&D)
-SMERIGLIO Massimiliano (S&D)
-CASANOVA Massimo (ID)
-DONATO Francesca (ID)
-LIZZI Elena (ID) *
-PROCACCINI Nicola (ECR - Conservatori e Riformisti Europei)
-RONDINELLI Daniela (NI).


Si rammenta che tutte le suddette cariche avranno una durata di due anni e mezzo, pari a metà legislatura.

Successivamente, nell'ambito  della COMAGRI di insediamento, svoltasi presso la sede del Parlamento europeo di Bruxelles il 10 luglio 2019, è stato eletto il Presidente della Commissione stessa nella persona dell'On.le Norbert LINS (PPE - Germania), mentre sono stati eletti 2 Vice-Presidenti,rispettivamente l'On.le Francisco GUERREIRO (GREENS/EFA - Portogallo) e l'On.le Daniel BUDA (PPE - Romania); si precisa che nella successiva riunione del 23 luglio 2019 sono stati eletti  i rimanenti 2 Vice-Presidenti ,rispettivamente l'On.le Mazaly AGUILAR (ECR -Spagna) e l'On.le Elsi KATAINEN (RE - Finlandia).


* A seguito dell'uscita del  Regno Unito dall'UE (cosidetta BREXIT),  la composizione del PE si è ridotta da 751 a 705 deputati. Dei 73 seggi liberati, 46 sono messi in riserva per eventuali nuovi Paesi membri dell'UE; i 27 restanti sono stati ripartiti tra i 14 Paesi UE sottorappresentati  - 3 all'Italia - fra cui i due nominativi evidenziati.


Si rammenta altresì che all'inizio della legislatura la Conferenza dei presidenti delibera sulle richieste motivate delle commissioni parlamentari e delle altre istituzioni intese a ricominciare o proseguire l'esame delle questioni decadute al termine della precedente legislatura (quali ad esempio i progetti di relazione o le relazioni stesse già approvate dalle commissioni parlamentari nell'ambito di una procedura legislativa ordinaria, che non siano state adottate dall'Assemblea plenaria come posizioni del Parlamento europeo).








Si informa che, nell'ambito della sessione plenaria del 10 - 13 febbraio 2020, svoltasi presso la sede del PE di Strasburgo, si è svolta la discussione concernente l'interrogazione con richiesta di risposta orale alla Commissione UE, presentata ai sensi dell'art.136 del regolamento del PE dal Presidente della COMAGRI On.le Lins, relativa alla "Strategia "dai campi alla tavola"  -  il ruolo cruciale degli agricoltori e delle zone rurali":  al riguardo, previa breve presentazione da parte dell'interrogante, è intervenuto il Commissario per l'Agricoltura Janusz Wojciechowski, che ha preliminarmente ricordato come le linee guida della strategia stessa siano contenute nell'ambito del programma Green deal presentato dalla Commissione UE, in attesa di una sua prima formalizzazione prevista per la fine del mese di marzo p.v.. Nel merito, il Commissario ha sottolineato che tale strategia si inserirà all'interno del nuovo modello basato sui "piani strategici" contenuto nella riforma della PAC post 2020, tuttora in discussione, e sarà caratterizzata in estrema sintesi dalla riduzione dell'utilizzo dei pesticidi ed eliminazione degli antibiotici, ulteriore forte impulso per l'agricoltura biologica e di precisione, aumento degli standard sul benessere animale e della qualità delle acque e del suolo; a fronte di questi ambiziosi obiettivi, la UE al contempo dovrà assicurare una equa redditività a favore degli agricoltori europei, quali attori principali chiamati a contribuire a tali impegnative azioni, in modo da garantire una elevata qualità dei prodotti unita ad un alto livello di sicurezza per le persone, animali ed ambiente, ovviamente coinvolgendo anche gli operatori della trasformazione e commercializzazione. Il Commissario ha aggiunto che per poter considerare  verosimile la fattibilità di tale strategia è necessario che il bilancio a favore della PAC sia adeguato alle rilevanti sfide cui sarà chiamato ad affrontare il comparto agricolo: al riguardo ha salutato con favore l'iniziativa comune dei ministri della Francia, Germania e Spagna nel recente Consiglio di gennaio,  volta a favorire un rafforzamento del bilancio europeo nei confronti della PAC,  in modo da fornire appunto adeguati strumenti finanziari che coniughino il raggiungimento degli obiettivi indicati con la tutela della dignità delle popolazioni che vivono e lavorano, spesso in condizioni difficili, nelle zone rurali. A seguito delle dichiarazioni rese dal Commissario Wojciechowski è scaturito un ampio ed articolato dibattito, dal quale sono emerse da un lato la soddisfazione per gli aspetti fondamentali che caratterizzeranno la strategia come illustrata, dall'altro la perdurante preoccupazione sui preventivati tagli alla futura PAC così come previsti nel progetto di Quadro Finanziario Pluriennale, oltre alla necessità che siano assicurate altresì appropriate politiche a favore dell'innovazione in campo agricolo, lotta agli sprechi alimentari ed una idonea etichettatura sui prodotti, anche per tutelarli nei confronti di importazioni da Paesi terzi che molte volte non rispondono agli standard di qualità richiesti in ambito europeo.


Si segnala inoltre che il citato dibattito non si può inquadrare separatamente, perlomeno per la parte relativa al bilancio, rispetto alla discussione svoltasi precedentemente sulla preparazione del Consiglio  europeo straordinario del 20 febbraio 2020 sul Quadro Finanziario Pluriennaleche, alle questioni fondamentali riguardanti il minor gettito conseguente alla  BREXIT, le risorse proprie, l'eventuale aumento della contribuzione da parte degli Stati membri ed i timori per la politica di coesione, ha affiancato le problematiche relative ai previsti tagli  alla politica agricola, in particolare per quanto concerne il secondo pilastro: discussione che ha confermato la posizione fortemente critica, da parte di ampi settori del  Parlamento europeo, sulla proposta del QFP 2021/2027.









Aggiornato al 13 febbraio 2020



 
 
 

COMMISSIONE AGRICOLTURA E SVILUPPO RURALE - COMAGRI

 


 

Si è redatto un breve resoconto sui principali punti discussi nell'ambito della COMAGRI del 17 - 18 febbraio 2020:


- N.3: sono stati presentati dei pareri scientifici sulla salute e benessere dei conigli, pubblicati dall'EFSA su richiesta del Parlamento europeo:  in particolare i suddetti pareri hanno riguardato la salute e benessere dei conigli allevati in diversi sistemi di produzione, i metodi per la macellazione di conigli per il consumo dell'uomo e  l'uccisione di conigli per scopi diversi dalla macellazione;


- N.4: si è svolta quindi la presentazione dei risultati finali di uno studio (che si allega) sulle organizzazioni di produttori,  a cura della Commissione (DGAGRI): lo studio di che trattasi consiste in un documento organico sulla presenza e sull'attività delle organizzazioni di produttori nel settore agricolo, fornendo un quadro fattuale e concreto di tali realtà alla luce dell'attuale regolamentazione concernente l'OCM unica, insieme a percentuali e grafici che ne illustrano il numero, la presenza nei vari Stati membri e settori interessati. Preliminarmente si è sottolineato il diretto collegamento con la direttiva sulle pratiche commerciali sleali, oggetto di uno specifico progetto-pilota, mentre si è posto l'accento in particolare sugli obiettivi specifici perseguiti da queste aggregazioni di produttori, aventi spesso  la natura giuridica di cooperative, ovvero di associazioni o società di diritto privato con partecipazione sociale da parte degli agricoltori: come noto, gli obiettivi fondamentali sono la pianificazione della produzione e adeguamento alla domanda, soprattutto in termini di qualità del prodotto, la concentrazione dell'offerta con le conseguenti problematiche relative alla ricaduta sulla tutela della concorrenza e l'immissione sul mercato di prodotti anche attraverso azioni dirette da parte delle organizzazioni stesse, oltre che alla possibilità per gli aderenti di usufruire dei servizi di supporto sia dal punto di vista tecnico che amministrativo (come il rilascio di licenze particolari o un migliore accesso ai finanziamenti).  Nello studio stesso non mancano le analisi sui disincentivi alla costituzione di tali strutture: in primisi costi richiesti per la loro costituzionee per l'ottenimento dell'eventuale riconoscimento, nonché il rispetto da parte dei singoli produttori degli statuti delle OP e degli standard di produzione fissati. Le difficoltà ancora sussistenti per un ulteriore incremento delle organizzazioni riconosciute riguardano principalmente la mancanza di adeguate informazioni sui benefici che le OP stesse possono apportare ai singoli, anche attraverso l'illustrazione di esempi concreti di quante di esse operano sul mercato con successo, al contempo la necessità che vi sia un adeguato supporto tecnico e anche politico da parte delle autorità nazionali, così da affiancare ai servizi sopra elencati la spinta all'innovazione, la valorizzazione delle produzioni locali e le tutele previste in caso di crisi più o meno improvvise di mercato, come peraltro si è già verificato negli ultimi tempi. A seguito di tale presentazione gli euro-deputati, accogliendo in sostanza favorevolmente il lavoro così svolto, hanno posto tuttavia l'accento sulla necessità che talie sperienze siano chiaramente regolamentate nel nuovo modello previsto per la PAC, in modo da favorirne la diffusione nel maggior numero di settori possibile, mentre l'On.le De Castro ha fatto riferimento alla direttiva sulle pratiche commerciali sleali, di cui è stato relatore, osservando come sia necessario coordinare le attività delle agenzie nazionali ivi previste, che operano in condizioni molto diverse fra gli  Stati membri, attività che si pongono in diretto collegamento con gli obiettivi perseguiti dalle organizzazioni di produttori, come accennato sopra dal rappresentante della Commissione UE, che si è dichiarato d'accordo;


- N.5: sempre a cura della Commissione UE è stato di seguito presentato un atto delegato che integra il regolamento (UE) n.1308/2013 per quanto riguarda le norme di gestione dei contingenti tariffari di importazione e di esportazione soggetti a titoli e che integra il regolamento (UE) n.1306/2013 per quanto riguarda la costituzione di cauzioni nella gestione dei contingenti tariffari:  tale atto si pone nell'ambito del processo di semplificazione e trasparenza normativa derivante dall'entrata in vigore del Trattato di Lisbona. Infatti, facendo anche riferimento a quanto discusso in COMAGRI nel febbraio 2019 su tale argomento, in quel caso con particolare riferimento al settore avicolo, si è rammentato come i contingenti tariffari nel comparto agricolo ammontano a 145, su un totale di 500, gestiti dalla DG AGRI sulla base del rilascio di licenze e come essi siano strumenti di politica commerciale utilizzati per proteggere merci sensibili prodotte nel mercato interno e oggetto di importazioni competitive; questa gestione si basa su elementi fondamentali, quali la prova di commercializzazione e le misure collegate alle quantità di riferimento nei confronti delle società importatrici riconosciute: su tali aspetti è stata a suo tempo lanciata una consultazione pubblica presso gli operatori commerciali di vari settori, al fine di evitare il proliferare di aziende fittizie e favorire le PMI nella richiesta di rilascio delle licenze suddette. A fronte di alcune osservazioni portate dagli euro-deputati, il rappresentante della Commissione  ha notato fra l'altro come in sede di importazione di prodotti sensibili extra-UE gli elevati standard richiesti in ambito europeo debbano sempre essere rispettati e le strutture a ciò preposte anche a livello di Stati membri svolgano il loro compito di controllo con modalità molto rigide, a maggior ragione in settori (per tutti la carne bovina) che fanno registrare ciclicamente gravi scandali relativi alla loro sicurezza;


- N.6: è seguito uno scambio di opinioni, richiesto dall'On.le De Castro, sulla situazione delle importazioni nell'UE del riso Japonica:   tale problematica, oggetto altresì di apposita interrogazione rivolta alla Commissione UE, si pone in diretta continuazione con l'iniziativa promossa a suo tempo dal nostro Paese sulle massicce importazioni di riso indica dalla Cambogia e Myanmar, che ha portato all'attivazione nel gennaio 2019 della clausola di salvaguardia ex art.22 del regolamento "Sistema Preferenze Generalizzate", in tal modo imponendo per 3 anni dazi alle suddette importazioni. Proprio una conseguenza indiretta di tale iniziativa posta in essere a tutela soprattutto della nostra risicoltura è stato il vertiginoso aumento di importazioni di riso japonica, soprattutto dal Myanmar (più 110.000 tonnellate), con un incremento del 150% solo per il 2019. Inoltre in data 12 febbraio 2020 è stato adottato un atto delegato laddove, in presenza di accertate e ripetute violazioni di diritti umani e sulla tutela del diritto del lavoro in Cambogia,   la Commissione UE ha deciso di revocare le concessioni EBA (dazio zero alle importazioni escluse le armi) ad alcuni prodotti provenienti da tale Stato, non inserendo però il riso che quindi continua a godere della suddetta preferenza;  per gli euro-deputati tale precedente risulta pericoloso, in quanto la situazione di non rispetto dei diritti umani si presenta similare in entrambi i Paesi asiatici, comportando inoltre notevoli distorsioni sul mercato e concorrenza sleale nei confronti del comparto risicolo europeo e di quello italiano in particolare. Si è prospettato quindi di inserire anche il riso nella lista di revoca delle concessioni EBA ovvero prolungare l'efficacia della clausola già in vigore,   rammentando che per l'indicala tutela è a termine ed è degressiva. Il rappresentante della Commissione ha osservato come in effetti la UE importi rilevanti quantità di riso, a fronte di una buona produzione europea, mentre i prezzi in UE continuano ad essere sostanzialmente stabili: ovviamente se vi fossero prove di perturbazione sul mercato per l'aumento anche del riso japonica,  in futuro potrebbe essere attivata la stessa clausola di salvaguardia, con le stesse modalità. In definitiva la Commissione UE ha precisato che bisogna sempre avere ben chiara la differenza fra iniziative volte a contrastare distorsioni sul mercato da quelle poste in essere in presenza di violazioni di diritti umani;


- N.7: è stata approvata quasi all'unanimità la non obiezione, a norma dell'art.111 ,paragrafo 6, del regolamento del PE, sulla proposta di "Regolamento delegato della Commissione recante deroga al regolamento delegato (UE) 2016/1149 della Commissione che integra il regolamento (UE) n.1308/2013 del PE e del Consiglio per quanto riguarda i programmi nazionali di sostegno al settore vitivinicolo";


- N.8: a questo punto si è tenuto uno scambio di opinioni con Bernhard Url, direttore esecutivo dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA):il suo intervento ha passato in rassegna le maggiori attività e compiti che l'Autorità è chiamata a svolgere ed i risultati conseguiti, che si possono così sintetizzare: esame dei rischi derivanti dalla peste suina africana e azione di prevenzione e comunicazione anche nei confronti degli Stati balcanici interessati alla futura adesione nella UE, così come per la influenza aviaria; esame dei corrispondenti rischi per la salute delle piante, in particolare derivanti dalla xylella fastidiosa,  con riunioni organizzate a Parma alla presenza di esperti e rappresentanti della FAO; problematiche relative alla diminuzione delle api e degli impollinatori, collegata all'uso indiscriminato di pesticidi ed altri prodotti nocivi; mantenimento dell'apporto proteico e di calorie in presenza dell'aumento della popolazione globale  (sicurezza alimentare); valutazione dell'uso dei pesticidi (glifosato) e stato della ricerca per prodotti eco-compatibili equivalenti; continua collaborazione con altre Agenzie settoriali dell'UE; necessità infine che, vista l'impostazione scientifica di base dell'Agenzia, nel QFP siano previsti adeguati strumenti finanziari per supportare le attività di sua competenza e pertanto assicurare sufficienti strutture e capitale umano all'altezza. A fronte degli interventi che sono seguiti da parte dei parlamentari, il direttore dell'EFSA ha garantito che per i pesticidi l'Agenzia sta producendo il massimo impegno, anche con la valutazione delle varie sostanze attive, vista la rilevanza dell'argomento ed in considerazione della futura entrata in vigore della strategia farm to fork, ribadendo l'importanza della collaborazione con le strutture esistenti negli SM, il tutto adottando un approccio totale (olistico) basato sulla massima trasparenza e terzietà e convenendo sulla necessità che la comunicazione sui progressi registrati nell'uso dei pesticidi sia resa più efficace;


- N.9: è stato di seguito esaminato il progetto di relazione riguardante le "Disposizioni transitorie relative al sostegno da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e del Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA)  nell'anno 2021"- (relatrice On.le Katainen): la relatrice ha rapidamente illustrato quanto già anticipato nella precedente riunione della COMAGRI dello scorso gennaio ed ora formalizzato nel testo in oggetto, che si può in estrema  sintesi così riassumere: necessità di assicurare stabilità e sicurezza nei pagamenti per gli agricoltori sulla base delle norme vigenti, garantendo un percorso chiaro verso il nuovo modello della PAC ancora in discussione, senza peraltro accettare alcuna riduzione dei finanziamenti destinati all'agricoltura, così come paventato nel progetto del nuovo QFP, anch'esso tuttora in discussione; periodo transitorio di un anno ma, visto lo stato di avanzamento di entrambe le citate proposte normative e la loro complessità, previsione di una salvaguardia che consentirebbe, se necessario, una proroga di un ulteriore anno, considerata anche la necessità di prevedere un'adeguata tempistica per consentire agli SM di predisporre i piani strategici nazionali;  continuità nell'applicazione delle norme e strumenti attuali, con possibilità per gli SM di aumentare il loro cofinanziamento nel secondo pilastro, potendo in tal modo mantenere le misure ambientali al livello attuale, proponendo altresì che si possa estendere il campo di applicazione delle misure agroambientali e climatiche nell'ambito dei vari programmi di sviluppo rurale durante il periodo transitorio; inoltre la Commissione UE dovrebbe giustificare la eventuale decisione di rifiutare l'estensione dei programmi di sviluppo rurale stessi; la durata dei programmi operativi già adottati dovrebbe essere confermata, includendo anche quelli relativi al settore ortofrutticolo; per i nuovi impegni assunti nel 2021, si propone di fissare una durata massima di 3 anni per le misure di sviluppo rurale, salvo alcune (applicazione della direttiva sulle acque, Natura 2000) che per loro particolarità dovrebbero essere escluse da tale termine, a condizione che siano integrate nel quadro del nuovo piano strategico; proseguimento delle attuali norme sugli aiuti nazionali; aumento della possibilità di utilizzare i fondi per l'assistenza tecnica, al fine di consentire agli SM di preparare adeguatamente i piani strategici e relativi strumenti e misure necessari per la realizzazione degli obiettivi prefissati. L'auspicio della relatrice è che si arrivi all'approvazione del testo in esame entro il prossimo aprile, ribadendo il no categorico a qualsiasi taglio alla politica agricola contenuto nella proposta del nuovo QFP attualmente in discussione. Su tale impostazione la maggior parte dei deputati intervenuti si è dichiarata favorevole, come d'altra parte anche i rappresentanti della Commissione UE presenti, salvo ovviamente sulla durata del periodo transitorio che per questi ultimi rimane quella  indicata nella proposta (1 anno), mentre per il QFP si rimanda alle serrate trattative tuttora in corso - termine per la presentazione di eventuali emendamenti fissato al 25 febbraio 2020 alle ore 13.00;


- Nn.11 e12: i successivi punti si possono trattare congiuntamente, in quanto riguardano argomenti parzialmente coincidenti, ovvero scambio di opinioni rispettivamente sull'accordo UE-Cina sulle indicazioni geografichee sull'accordotra Stati Uniti e Cina recentemente concluso e sul suo impatto sull'agricoltura:  per quanto riguarda il primo accordo, il rappresentante della Commissione UE ha ricordato che lo stesso, siglato il 6 novembre u.s., ha sancito la protezione ed il riconoscimento di 100 indicazioni geografiche europee in Cina ed altrettante cinesi in UE, con estensione nei prossimi 4 anni ad altre 175 I.G. per parte, con stesse procedure previste e conseguenti tutele; l'accordo stesso dovrebbe essere approvato dal Consiglio e PE entro l'estate ed entrare in vigore quindi nel prossimo autunno. Inoltre, questo accordo si inserisce anche nell'attività promozionale, già regolamentata con apposite normative, per cui potranno essere attivate campagne con finanziamento fino all'80% da parte della UE. A fronte di tale accordo,  sul quale indubbiamente il giudizio non può che essere positivo, si inseriscono ora alcune preoccupazioni derivanti dal successivo accordo USA-Cina, di ben altra portata, siglato il 15 gennaio u.s., che oltre ad altri comparti commerciali prevede anche l'impegno da parte della Cina di aumentare per un importo di almeno 40 miliardi di dollari in due anni le importazioni di prodotti agroalimentari dagli Stati Uniti, impegno che inevitabilmente potrà comportare in futuro riposizionamenti a discapito delle esportazioni da parte dei grandi partners verso la Cina stessa, prima fra tutti l'UE. In particolare, le conseguenze più negative potrebbero riscontrarsi sulle importazioni di soia dagli USA,  sulle carni bovine agli ormoni esportate dagli Stati Uniti verso la Cina a scapito di quelle europee, oltre a settori come il pollame, carne suina, etanolo, frutti di mare; inoltre l'accordo stesso potrebbe trasformarsi in un "cavallo di Troia" a favore degli USA per allentare le tutele e limitare i riconoscimenti delle indicazioni geografiche europee in Cina, a fronte di marchi commerciali registrati, per favorire le ben note produzioni statunitensi considerate generiche ed in diretto contrasto con il principio che regge il sistema delle indicazioni geografiche. Ovviamente sull'eventuale non osservanza da parte della Cina di quanto stabilito nell'accordo con la UE ci si potrebbe appellare alle regole dell'OMC, soprattutto per quanto concerne le I.G.approvate e tutelate in modo "automatico" con la stipula dell'accordo UE/Cina. In ogni caso bisognerà attendere i prossimi 6 mesi per comprendere appieno le ricadute sul mercato mondiale conseguenti all'entrata a regime dell'accordo USA/Cina, fermo restando che il quadro macro-economico risulta in continua evoluzione, vista altresì la crisi planetaria derivante dai rischi di pandemia da "coronavirus";


- N.13: èstato inserito altresì in ultima battuta l'esame del progetto di parere relativo alle "regole e principi generali relativi alle modalità di  controllo da parte degli Stati membri dell'esercizio delle competenze di esecuzione attribuite alla Commissione"  -  (relatore On.le Ropè)  -  competente nel merito commissione JURI (giuridica): trattasi di argomento giuridico-procedurale, che andrebbe a modificare le norme sulla  "comitatologia". Il relatore si propone con il presente documento di aumentare la partecipazione democratica e la trasparenza nell'ambito di tale procedura, aumentando la responsabilità degli Stati membri e tenendo conto anche delle astensioni, in tal modo non lasciando le decisioni rilevanti alla mercè di pochi Stati membri - termine per la presentazione di eventuali emendamenti fissato al 21 febbraio 2020 alle ore 13.00;


- N.14: si è svolta infine l'audizione pubblica sul tema "Sostegno dell'UE  all'innovazione nel settore agricolo"  con la partecipazione di esperti e rappresentanti della Commissione UE.




Aggiornato al 20 febbraio 2020






Una sintesi dei resoconti delle precedenti riunioni  della sessione plenaria del PE e della COMAGRI è scaricabile dalla sezione 'Attività del Parlamento europeo', accessibile dal menu in alto a sinistra.

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