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Comunicati stampa

Question Time 2 Luglio 2019 - Risposte del Sottosegretario Alessandra Pesce
(02.07.2019)

Interrogazione a risposta immediata in Commissione degli On. Brunetta, Nevi e Savino

Signor Presidente, onorevoli Deputati,
 
è necessario premettere come la tutela dell'eccellenza "made in italy", di un prodotto di pregio come l'olio di oliva nel suo complesso, costituisca uno degli obiettivi assolutamente primari per questa Amministrazione e, in tal senso, l' 'Ispettorato centrale della tutela della qualità̀ e repressione frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF) è impegnato costantemente a garantire il rispetto delle regole nelle diverse fasi della filiera produttiva e a tutelare i consumatori dalla possibile commercializzazione di alimenti non corrispondenti al dichiarato, contraffatti o falsamente etichettati come italiani.
In questi ultimi anni, particolare attenzione è stata infatti rivolta alle produzioni di qualità più rappresentative del "Made in Italy" (tra queste l'olio d'oliva) - al fine di difenderne l'immagine sui mercati nazionali ed internazionali - e la collaborazione intrapresa con l'Agenzia delle Dogane e il Corpo delle Capitanerie di Porto-Guardia Costiera ha consentito di migliorare l'attività di monitoraggio dei flussi d'introduzione dei prodotti agroalimentari provenienti da Paesi terzi, evitando fraudolente commercializzazioni di alimenti falsamente dichiarati "italiani" sul territorio nazionale.
I controlli dell'ICQRF vengono eseguiti sulla base di un'attenta analisi del rischio armonicamente alle previsioni del Reg. (CE) n. 882/2004 e successive modifiche. Gli operatori della filiera che sono sottoposti a verifica sono: i commercianti di olive; i frantoi, i commercianti di sansa; i commercianti di olio sfuso; i sansifici; le raffinerie; i confezionatori; gli esercizi commerciali ivi compresi quelli di ristorazione.  
Nel 2018 sono stati effettuati sequestri per quasi 139mila euro, mentre per il 2019, finora, ci attestiamo intorno ad un ammontare di più di 60mila euro.
In particolare, i controlli verificano:  la congruità tra le olive lavorate e l'olio prodotto in relazione all'origine dichiarata;  la regolarità dei processi produttivi adottati; le caratteristiche merceologiche;  la conformità dei dispositivi di etichettatura utilizzati;  la corrispondenza delle tipologie merceologiche degli oli detenuti con la relativa documentazione contabile;  la congruità del prodotto in entrata ed in uscita;  la corretta tenuta del registro degli oli d'oliva e alla corretta identificazione delle partite detenute; la regolarità degli imballaggi e dei dispositivi di chiusura utilizzati. 
Grazie all'istituzione del registro telematico degli oli d'oliva, il controllo è diventato più puntuale e tempestivo, proprio grazie al monitoraggio dei flussi di olio movimentati.
I «commercianti di olive», i «frantoi», le «imprese di condizionamento», i «commercianti di olio sfuso», le «raffinerie», i «commercianti di sansa» sono obbligati alla tenuta di un registro per ogni stabilimento e deposito, nel quale sono annotati, a seconda dei casi, le produzioni, i movimenti e le lavorazioni riguardanti le olive, la sansa e gli oli d'oliva, indipendentemente se destinati al mercato nazionale od estero.
Ciò permette di monitorare le singole movimentazioni di ogni stabilimento e di conoscere i nominativi con i relativi indirizzi dei soggetti, nazionali o esteri, coinvolti nella movimentazione stessa.
Vengono svolti altresì accertamenti analitici su campioni prelevati in tutte le fasi della filiera, con particolare attenzione al commercio ed alla distribuzione avvalendosi l'ICQRF di una propria rete qualificata di laboratori e di comitati di assaggio ufficiali (panel) che, nel caso degli oli d'oliva, procede al controllo di tutti i parametri relativi alla genuinità ed alla qualità dei prodotti previsti dalla regolamentazione comunitaria. 
La qualità e la genuinità degli oli sono due aspetti fondamentali che sono sottoposti ad una valutazione puntuale ed approfondita, per garantire il rispetto degli standard previsti per la categoria merceologica di appartenenza. 
Stante quindi l'elevata professionalità del personale dei Laboratori dell'ICQRF e la disponibilità di apparecchiature scientifiche, tecnologicamente all'avanguardia - garanzia di qualità dell'attività analitica svolta dai propri laboratori, - la filiera "Olio d'oliva" è oggetto di un costante e continuo controllo sia sul mercato nazionale che su quello estero, sia esso comunitario che extra comunitario. 
In sede comunitaria e' attualmente in discussione un progetto di regolamento, che sarà votato a breve, per implementare le norme sulla trasparenza delle filiere, andando a confrontare prezzi di vendita e di acquisto all'ingrosso e mettendo anche in evidenza le vendite sottocosto.
Per quanto riguarda l'etichettatura, questa Amministrazione è impegnata a migliorare le informazioni da inserire in etichetta e che siano supportate da evidenza scientifica. Al riguardo sono in corso approfondimenti (da parte degli esperti chimici) per poter inserire altre informazioni come ad esempio quelle riguardanti i polifenoli ed altri elementi.
Dunque, anche nella prossima campagna olearia questa Amministrazione manterrà un elevato livello di attenzione nel settore, proprio al fine di evitare l'insorgere di fenomeni contraffattivi e l'illecita commercializzazione di oli riportanti l'indicazione di un'origine diversa da quella effettiva, a tutela del pregio e dell'eccellenza dei nostri prodotti nazionali.


Interrogazione a risposta immediata in Commissione dell'On. Gagnarli

Signor Presidente, Onorevoli Deputati,
ritengo di dover evidenziare, in premessa, che sin dall'inizio del proprio mandato il Ministro ha sempre  ribadito il suo impegno contro le pratiche sleali in quanto rappresentano una grave minaccia per le imprese e i lavoratori agricoli, mettendo a rischio la qualità del cibo e, di conseguenza, la salute.
L'approvazione della nuova Direttiva europea che vieta le pratiche commerciali sleali nella catena alimentare per salvaguardare agricoltori, produttori e cittadini, apre, dopo ben 10 anni,  una nuova pagina di regole volte a tutelare gli agricoltori, le aziende e le cooperative dalle pratiche commerciali sleali della grande distribuzione cosicchè il lavoro degli agricoltori italiani e tutto il sistema agricolo avranno maggiore dignità.
L'Italia, peraltro, ha maturato in questi anni un'esperienza significativa in materia di pratiche commerciali sleali lungo la filiera alimentare. Già a partire dall'articolo 62 del Decreto Legge 24 gennaio 2012, n. 1, ma soprattutto con il suo decreto attuativo - il D.M. 19 ottobre 2012, n. 199 - si è dato forma al concetto di pratica commerciale sleale, recando un primo, puntuale elenco di pratiche non corrette.
L'Ispettorato centrale della tutela della qualità̀ e repressione frodi dei prodotti agroalimentari, (ICQRF), organo di controllo ufficiale del MIPAAFT, in attuazione del decreto legge n. 51/2015, ha attivato, per esempio, controlli specifici nel biennio 2015-2016 nel settore del latte crudo, per verificare il rispetto dell'articolo 62.
Condotti su forniture di circa 300 allevatori e 12 cooperative, per un totale di oltre mezzo milione di tonnellate di latte ceduto, tali controlli hanno dato risultati degni di nota e comportato attività sanzionatorie le cui risultanze sono state inoltrate all'Autorità Garante per la Concorrenza e del Mercato (AGCM), incaricata dell'irrogazione delle sanzioni previste in materia.
Stante dunque la rilevanza che il MIPAAFT attribuisce alla Direttiva europea e al contrasto alle pratiche sleali di mercato, questa Amministrazione è pienamente impegnata nella predisposizione degli atti necessari per il recepimento della Direttiva UE 2019/633 in materia di pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese nella filiera alimentare. Il contrasto a tali pratiche, infatti, è una priorità assoluta per il Ministro Centinaio e per questo Ministero.
Proprio a tale scopo il MIPAAFT ha partecipato in data 27 giugno 2019 alla prima riunione convocata dalla Commissione europea per una condivisione con gli Stati membri di alcuni chiarimenti in materia di applicazione e di interpretazione della Direttiva stessa e per la costituzione di un coordinamento operativo.
L'Italia ha ribadito l'importanza di una piena tutela di tutti gli attori della filiera e confermato l'interesse per un'attuazione piena della norma europea, anche attraverso l'utilizzo della previsione dell'articolo 9 della Direttiva che consente agli Stati membri di rafforzare le misure di attuazione per garantire un più alto livello di tutela, andando anche oltre quanto previsto a livello europeo.
Nelle prossime settimane verranno avviati i dialoghi con i portatori di interesse, in continuità con quanto fatto per condividere lo schema di Direttiva quando stava compiendo il suo iter prima dell'approvazione.
Tale passaggio, necessario per compiere alcune scelte organizzative e attuative di quanto previsto dalla Direttiva citata, è un elemento che può ulteriormente accelerare il recepimento della Direttiva, che può essere raggiunta ben prima della scadenza del 1° maggio 2021 fissata a livello europeo dall'articolo 13 del provvedimento in oggetto.
Continuiamo su questa strada, non solo a tutela del comparto produttivo, ma anche per garantire a tutti consumatori di avere accesso alle eccellenze e ai prodotti di migliore qualità.


Interrogazione a risposta immediata in Commissione dell'On. Critelli

Signor Presidente, Onorevoli deputati,
rilevo in premessa che gli interventi compensativi ex-post del Fondo di Solidarietà Nazionale per il sostegno alle imprese agricole colpite da avversità atmosferiche eccezionali possono essere attivati, a fronte di un danno superiore al 30% della produzione lorda vendibile, a condizione che le avversità, le colture e le strutture agricole colpite non siano comprese nel piano assicurativo annuale per la copertura dei rischi con polizze assicurative agevolate.
Infatti, il decreto legislativo n. 102 del 2004 e ss. dispone che per i danni assicurabili con polizze agevolate non sono attivabili gli interventi compensativi del Fondo. Pertanto, ai fini di una copertura dai rischi climatici, gli agricoltori avrebbero dovuto provvedere alla stipula di polizze assicurative agevolate (tra l'altro, da contributo statale fino al 70% della spesa premi sostenuta), cui sono stati destinati finanziamenti superiori a 1,3 miliardi di euro per il periodo 2015 - 2022.
Riguardo alla quantificazione dei danni subiti dalle imprese agricole a seguito dagli eventi atmosferici segnalati, la cui competenza è esclusivamente regionale, rilevo che a tutt'oggi non risulta pervenuta alcuna richiesta da parte della Regione Emilia Romagna, territorialmente competente, che ha comunque 60 giorni di tempo, elevabili a 90 in caso di difficoltà nelle operazioni di rilevazione, per formalizzare la proposta.
Assicuro l'Onorevole interrogante che, non appena arriverà la proposta di declaratoria dalla Regione interessata, nei termini e con le modalità prescritte dalla citata norma, il Ministero provvederà tempestivamente all'istruttoria di competenza per l'emissione del relativo decreto con cui potranno essere attivate le misure compensative a favore delle imprese agricole.
Mi riferisco, in particolare, ai contributi in conto capitale fino all'80% del danno sulla produzione lorda vendibile ordinaria, all'attivazione di prestiti ad ammortamento quinquennale per le maggiori esigenze di conduzione aziendale nell'anno in cui si è verificato l'evento e in quello successivo, alla proroga delle rate delle operazioni di credito in scadenza nell'anno in cui si è verificato l'evento calamitoso, all'esonero parziale (fino al 50%) dal pagamento dei contributi previdenziali ed assistenziali propri e dei propri dipendenti e all'ottenimento di contributi in conto capitale per il ripristino delle strutture aziendali danneggiate e per la ricostituzione delle scorte eventualmente compromesse o distrutte.
Compatibilmente con le esigenze primarie delle imprese agricole, potranno essere altresì adottate misure volte al ripristino delle infrastrutture connesse all'attività agricola, tra cui quelle irrigue e di bonifica, con onere della spesa a carico del Fondo di solidarietà nazionale in parola.



Ufficio Stampa

 
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