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Il Network delle Città Creative

Il Network delle Città Creative venne istituito nel 2004 per promuovere e rafforzare la cooperazione internazionale con e tra le città che hanno riconosciuto la creatività come fattore strategico e che si sono impegnate a investire nella creatività come motore per lo sviluppo urbano sostenibile, l'inclusione sociale e per favorire una maggiore influenza della cultura nel mondo.

Il network comprende 7 campi creativi: l'artigianato e folklore, design, film, gastronomia, letteratura, media art e musica.

 Strumento attuativo del programma è la cd Lista delle Città Creative UNESCO che, ad oggi, annovera 180 città riconosciute in 72 paesi, tra cui 9 città italiane: Bologna, Fabriano, Torino, Roma, Parma, Pesaro, Carrara, Fabriano e Alba.


La procedura: come si diventa Città Creativa dell'UNESCO

La procedura di candidatura di una città nella Lista è decisa dal Direttore Generale dell'UNESCO la quale si affida a un pool di esperti UNESCO mondiali e passa essenzialmente per due fasi:
-> la presentazione e la trasmissione tra il mese di aprile e il 15 di luglio di ogni anno di una candidatura in base a un format e ai criteri stabiliti nel cd"Mission Statement"del network;
-> la fase di valutazione prende avvio dal successivo mese di novembre, prevede ulteriori principi guida volti a indirizzare il percorso di esame di ogni proposta, e si conclude entro il dicembre con il supporto tecnico di esperti interni ed esterni all'UNESCO.
 
Il percorso di candidatura dura circa 10 mesi, e i relativi bandi per le proposte di iscrizione - che includono anche la cd "Designation Procedure" - vengono periodicamente pubblicati dall'UNESCO ogni due anni. Lo scorso 15 febbraio è stato lanciato il bando per il 2017 e le candidature verranno valutate entro fine anno. Ogni 4 anni a partire dalla designazione, è richiesta la trasmissione di un report periodico sulle attività portate avanti da ogni città in base alle "Membership Monitoring Guidelines".


L'adesione al Network e l'impegno dell'Amministrazione

Con la partecipazione al Network, le città riconoscono il loro impegno ad avviare tale processo internazionale, a sviluppare partnership e progettualità a livello mondiale, a promuovere la creatività e le industrie culturali, a rafforzare la partecipazione alla vita culturale, integrando la cultura nei propri piani urbani. Il network si propone di:
*    rafforzare la cooperazione internazionale tra le città che hanno riconosciuto la creatività come fattore strategico del loro sviluppo sostenibile;
*    stimolare e migliorare le iniziative per rendere la creatività una componente essenziale dello sviluppo urbano, in particolare con progetti e partnership tra pubblico e privato, e società civile.
*    rafforzarela creazione, la produzione, la distribuzione e la diffusione di attività culturali, beni e servizi, e sviluppare "hub" della creatività e dell'innovazione, ampliando le opportunità per i professionisti del settore culturale;
*    migliorare l'accesso e la partecipazione alla vita culturale e la fruizione dei beni culturali e dei servizi, in particolare per i gruppi e gli individui emarginati o vulnerabili;
*    integrare pienamente la cultura e la creatività nelle strategie e nei piani di sviluppo locale.

Le aree di intervento vanno, perciò dalla condivisione delle esperienze, conoscenze e buone pratiche tra le città iscritte nella Lista UNESCO e in base al campo di riferimento, alla promozione di progetti pilota, partnership e iniziative che siano in grado di fare sinergia tra settori pubblico e privato, e società civile.

Più in dettaglio tali aree riguardano lo sviluppo di programmi di scambio professionale e artistico, e di studi, ricerche e valutazioni sulle esperienze delle Città Creative, politiche e misure per lo sviluppo urbano sostenibile, attività di comunicazione e sensibilizzazione, nonché iniziative tese a promuovere programmi educativi legati all'alimentazione, a rafforzare la reciprocità urbano-rurale e a proteggere la cultura alimentare locale.

È proprio su tali ultimi punti che vertono i casi di Parma e Alba, sostenuti dal Ministero, città che hanno ottenuto rispettivamente il riconoscimento UNESCO quale "Città Creativa per la Gastronomia" nel 2015 e nel 2017, portando avanti numerosi progettualità nel breve e nel lungo periodo nel settore delle eccellenze dell'agro-alimentare italiano.

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