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Comunicati stampa

Question Time del Ministro Lollobrigida al Senato

(01.02.2024)

 

Il ministro dell'Agricoltura, della Sovranit alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, intervenuto oggi al Question Time al Senato rispondendo a interrogazioni sugli esiti del Consiglio Agricoltura del 23 gennaio 2024 in merito alla commercializzazione del cibo sintetico; su interventi in favore delle imprese agricole; sulle misure di sostegno del comparto agricolo rispetto agli attuali fattori di crisi.  

Interrogazione sugli esiti del Consiglio Agricoltura del 23 gennaio 2024 in merito alla commercializzazione del cibo sintetico

Senatore De Poli, la ringrazio di avermi dato la possibilit di raccontare come stanno le cose sulla legge 173 del 2023 con cui l'Italia diventata la prima Nazione europea anzi la prima Nazione al mondo a proibire la produzione, la commercializzazione e l'importazione di cibo coltivato sintetico, di fake food in lingua comprensibile al mondo in difesa del nostro comparto agroalimentare ma utilizzando il diritto di precauzione anche della salute pubblica rispetto ai suoi potenziali rischi. Nel frattempo, stata chiusa la procedura avviata a seguito della notifica della legge sulla carne coltivata. La chiusura comporta che sia stato definitivamente accertato da parte della Commissione europea la compatibilit della legge con i principi del diritto dell'Unione europea in tema di mercato interno. Diversamente, la Commissione avrebbe proceduto a contestare, come era nelle sue facolt, le disposizioni, a prescindere dalla modalit di notifica. Non ci sar pertanto nessuna procedura di infrazione n richiesta all'Italia di abrogare la legge. La Commissione chiede solo di essere informata sull'applicazione della legge da parte dei giudici nazionali, con buona pace dei tanti fanfaroni che hanno in queste ore replicato messaggi nefasti, come era avvenuto quando si era sostenuto che quella legge questo Parlamento non l'avrebbe approvata, che il Presidente della Repubblica non l'avrebbe promulgata, che in Europa saremmo stati isolati. E arrivo quindi all'isolamento europeo. La scelta del Governo italiano stata oggetto di un documento presentato, come lei ricordava, nel Consiglio Agrifish del 23 gennaio scorso insieme ad Austria e Francia. Oggi Attal tornato sul tema, sottolineando, a nome della Francia che la considerano un pericolo nelle dichiarazioni che abbiamo letto sulla stampa. Nelle premesse del documento abbiamo definito con chiarezza, tutte le tre nazioni, che il cibo sintetico, e in particolare la cosiddetta carne coltivata, rappresentano una potenziale minaccia per l'Europa dal punto di vista sanitario, ambientale, etico, ma anche sociale ed economico. Su 26 nazioni che potevano sottoscrivere il documento, 14 lo hanno fatto formalmente e altre cinque l'hanno appoggiato in sede di dibattito. Il Belgio si astenuto poich presidente di turno dell'Unione e non computato. Ovviamente nel numero di 26 si sono aggiunte all'Italia Austria, Francia, Spagna, Portogallo, Grecia, Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria, Irlanda, Romania, Slovacchia, Slovenia, Bulgaria, Croazia, Lituania, Lussemburgo, Malta e Cipro. E alcune di queste nazioni hanno annunciato che presenteranno una legge esattamente uguale a quella che l'Italia ha varato. Per siamo convinti che le nostre posizioni vadano supportate sempre da ulteriori dati scientifici. Non temiamo la trasparenza ed questa la richiesta che abbiamo fatto all'Europa. Di verificare che cosa sta accadendo con operazioni di greenwashing che hanno tentato di oscurare i rischi di questo tipo di produzione e abbiamo chiesto, come lei ricordava anche, che l'Europa, rispetto a questi temi, apra una consultazione ai cittadini europei, perch possano scegliere quale deve essere il loro indirizzo. Del resto, l'Europa ha gi fatto delle scelte di divieto, per esempio sulle importazioni di carne derivati da animali clonati, ricordate la pecora Dolly, oppure su carni arricchite con ormoni. E un'altra scelta importante abbiamo difeso un principio l'abbiamo fatto insieme. Questo Parlamento ha difeso un prodotto, ha difeso un modello di civilt. E le altre nazioni in Europa oggi guardano l'Italia come punto di riferimento in questo senso e ci stanno aiutando a ribadire quei principi che per noi sono naturali.  

Interrogazione sulle ragioni per cui il Governo ha ritenuto di aumentare le tasse agli agricoltori e perch imputi all'Unione europea tale responsabilit che invece propria dell'Esecutivo

Grazie colleghi perch credo il giudizio sulla domanda e sulla simpatica prolusione in termini di ricordi anche di una collega che si occupata tanta di trasporti dovrebbe mettere in condizione di conoscere che cosa pu fare un ministro, un parlamentare e quello che invece non pu fare. Ma, al di l delle elucubrazioni, non ripeter in quest'Aula le parole del Presidente Meloni che ha gi pronunciato e che attestano un aumento di fondi in agricoltura mai registrato negli ultimi trent'anni e di questi trent'anni ne avete governati tanti. In 16 mesi di Governo abbiamo dato centralit al settore agricolo in Italia, abbiamo compiuto scelte che hanno come obiettivo la tutela del reddito e la crescita dei nostri agricoltori pescatori. Ci saranno pi di 10 miliardi per la ripresa degli investimenti, la transizione energetica e la promozione del made in Italy e dell'agroalimentare nel mondo, quello a cui servono anche quelle campagne promozionali che ci vedranno protagonisti su tanti giornali che avr modo anche di inviarle, se avr la pazienza di leggerli e vedr che i nostri prodotti nel mondo sono apprezzati e pi li raccontiamo in ogni sede e pi riusciamo a far capire l'importanza. Abbiamo considerato prioritaria la gestione delle emergenze sostenendo i settori in crisi, come ad esempio le pere e i kiwi. Abbiamo scelto di dare priorit a un fondo di 300 milioni per le emergenze, pi di quello che corrisponde all'Irpef, ma ci arriveremo. Quello che non potevamo fare in 16 mesi era recuperare totalmente la debolezza in cui questo settore versa per le politiche ideologiche fallimentari messe in campo dall'Unione Europea, che voi tanto difendete nell'attuale composizione e che ha erogato sussidi sempre pi bassi per non coltivare all'assurdo, che impone regole inattuabili per le imprese se non con una perdita di produzione tale da non garantire loro la sopravvivenza, costringendo peraltro a comprare da paesi terzi che non rispettano i diritti dei lavoratori dell'ambiente e che evidentemente ci fanno anche concorrenza sleale. Quando questo accaduto voi sostenevamo le politiche europee e certamente le avete condivise tutte e ancora oggi ammettete di farlo. Oggi le cose sono cambiate. Il nostro Governo difende i produttori, difende gli agricoltori, sta dalla loro parte. Un governo costretto a scegliere come utilizzare le risorse disponibili e quindi sull'esenzione Irpef. Guardiamo i dati. un provvedimento per il 60% che interviene in modo orizzontale sugli agricoltori. Quelli che fatturano entro i 50.000€ ne beneficiano mediamente per 60€ al mese, l'altro 40%, cio quelli che hanno un reddito superiore ai 50.000€ fino a diversi milioni non la pagavano come gli altri. E non si capisce che differenza ci fosse con altri lavoratori italiani che producono. Hanno la possibilit di sostenersi, ma pagano l'Irpef. Ne beneficiano dunque pi quelli che hanno. Meno bisogno e meno quelli che hanno bisogno. Basta studiare i dati. Se per ci fosse disponibilit. In merito al secondo quesito, lei, il primo firmatario, l'onorevole Borghi, che ha fatto il Sindaco, ha presieduto organismi sovracomunali, sa bene quanto sia importante avere persone assunte nella nell'apparato pubblico che permettano di efficientare il lavoro di un ministero e il ma era un ministero di seconda categoria purtroppo e non lo dico per le persone che ne hanno occupato la guida che per esempio la sua collega Bellanova si era resa conto pi di voi di quanto fosse importante rafforzare anche gli uffici di Gabinetto tant' vero che interess il bilancio dello Stato impegnandosi in un aumento dei fondi per per non aumentare le persone, ma solo gli stipendi dei collaboratori. Noi oggi dobbiamo affrontare tante questioni la ringrazio e le ricordo che il Gabinetto per il 72% formato di impiegati pubblici e noi abbiamo tenuti in grandissima parte quelli che gi c'erano prima perch li abbiamo considerati validi e degni di attenzione e valutazione ulteriore al pari degli altri ministeri che sono stati tutti anche in termini economici sostenuti in maniera ben diversa. Basta guardare e compararli.

Interrogazione sugli interventi in favore delle imprese agricole

Grazie senatore Franceschelli e la ringrazio anche dei toni che ha usato e dei contenuti che ha toccato perch c' modo e modo di fare l'opposizione. Io apprezzo il suo modo per la seriet derivante anche dal territorio dal quale viene e dalle competenze che ha assunto facendo il Sindaco di un Comune straordinariamente importante per l'agricoltura. E mi permetta di precisare subito che rispetto alla sua interrogazione per, nella legge di bilancio non stata introdotta alcuna assicurazione obbligatoria a carico delle imprese agricole, anzi, al contrario, abbiamo dovuto sanare un buco di 200 milioni, riuscendo a garantire con fondi ministeriali il mantenimento, in linea con gli anni precedenti, del contributo agli agricoltori per la stipulazione delle assicurazioni agricole. E 200 milioni, lei sa, non facilissimo da trovarli quando il buco stato causato nel passato lo abbiamo fatto per non far ricadere questo danno sulle aziende gi in crisi. Colgo l'occasione per dire per che il sistema assicurativo, cos come l'avete tenuto in piedi negli anni di governo, un sistema sbagliato, non ha raggiunto nessuno degli obiettivi che si era posto. Sono dati oggettivi, tant' vero che con le Regioni e con le associazioni agricole lo stiamo riformando, coordinandosi con le regioni e con le associazioni agricole. Abbiamo intenzione di utilizzare anche un criterio che metta in condizione gli agricoltori di attivare davvero le difese attive e sottoscrivere contratti di assicurazione, perch il 7% di assicurati sul territorio nazionale davvero un risultato fallimentare di un sistema. In poco pi di un anno di governo abbiamo avviato un ampio ventaglio di interventi, aumentando le risorse complessivamente. Non le ribadisco perch l'ho detto gi prima e in maniera abbastanza puntuale. Dovendo scegliere quali cose fare a parit di risorse disponibili, abbiamo scelto di coprire il buco di cui ho parlato prima, abbiamo scelto di istituire un fondo per le emergenze. Le sa quest'anno verr la multa della viticoltura italiana stata colpita dalla peronospora. Dobbiamo intervenire su quello. Sulla pesca. Dobbiamo intervenire sull'emergenza del granchio blu perch si ripeter. C' stata l'alluvione per 100 milioni di euro. Il nostro ministero con fondi propri intervenuto immediatamente per metterli a disposizione insieme ai 180 milioni di euro per gli indennizzi alle imprese agricole. Allo stesso fine, anche grazie alla capacit di attrarre fondi europei per le emergenze. l'Irpef era un intervento orizzontale che beneficiava pi i ricchi agricoltori, le persone pi abbienti, le aziende grandi e molto meno, quasi per nulla quelli che invece hanno difficolt. Ma credo che lei che un esperto e lo sa bene. Quando si fanno delle scelte si sceglie ovviamente con delle risorse quello che possibile fare e aiutare i pi deboli per noi la priorit. Ha parlato di accesso al credito con l'ISMEA abbiamo mantenuto le garanzie per i finanziamenti agricoli per 80 milioni, le imprese per giovani e donne per 20 milioni, Generazione Terra portato a 60 milioni i prestiti e gli interventi cambiari per l'ortofrutta sono stati aumentati. Abbiamo garantito ulteriori 20 milioni in bilancio, abbiamo raddoppiato quasi i fondi per il PNRR, abbiamo semplificato le operazioni per arrivare a un agrisolare che produca pi energia pulita senza danneggiare l'agricoltura. E ovviamente abbiamo mantenuto una misura che quella che induce in Germania, nella ricca Germania, a protestare gli agricoltori, perch gli hanno tagliato i fondi per i contributi, per il carburante agricolo che fa crescere esponenzialmente i costi di produzione in Italia. E sa lei quanto si spende per questo tipo di intervento? Lo abbiamo mantenuto, intendiamo mantenerlo. E oggi la Francia ci viene dietro con azioni strategiche che sono esattamente quelle che noi oggi abbiamo cominciato a mettere in campo. Grazie per l'ascolto e avremo tante altre occasioni per confrontarci sull'interesse comune a valorizzare l'agricoltura italiana che immagino tutti capiscono quanto sia diventato importante anche a causa degli eventi bellici contingenti.

Interrogazione sulle misure di sostegno del comparto agricolo rispetto agli attuali fattori di crisi

Grazie collega De Carlo, ieri era con me a Verona a Fieragricola, uno degli eventi principali dell'agricoltura italiana. E' stata un'altra occasione nella quale ci siamo confrontati con un presidio come facciamo in ogni luogo dove ci sono tanti agricoltori, dal primo alle grandi associazioni tutte. L'Italia un po' diversa dalle altre nazioni. Le associazioni agricole non hanno motivi di manifestare contro il governo, nonostante alcuni giornalisti lo incitano a farlo. Ieri c'era un giornalista e continua a chiedere Perch non protestate contro il governo? Perch non il governo che causa quello che abbiamo patito negli ultimi anni e quindi protestano in Europa. Che cosa successo nell'Unione europea con scelte avallate per dai governi italiani fino adesso? Che la politica agricola comune, come lei ha ricordato, diventata all'inizio un modo per indurre a non coltivare ben pagati. Poi per i pagamenti sono diventati sempre di meno, fino a non garantire pi il reddito, a fronte di costi di produzione che si sono elevati. Il 2021-2022: costi di produzione 22%, 15% aumento del valore.  (dati Eurostat). Significa che il 7% ricade sull'anello debole, sui nostri agricoltori e quale clava hanno usato? quella della sostenibilit ambientale perch coltivare meno significa mantenere l'ambiente pi pulito. No sono gli agricoltori i primi ambientalisti sono quelli che l'hanno mantenuta la loro terra perch la amano e perch gli d reddito. Questa la verit che dobbiamo riportare alla luce, con operazioni oggettive guardando anche a un fenomeno che ha dell'illogico. Se tu diminuisci le tue produzioni e resta invariato il consumo di quegli alimenti, vai a comprare quelle merci nei paesi terzi dove non difendono i diritti dei lavoratori, dell'ambiente e il mondo non ha confini per l'acqua e l'aria. Scelte illogiche e illogiche anche dei dati. Negli ultimi dieci anni -24% di imprese agricole in Europa, in Italia negli ultimi trent'anni siamo arrivati a perdere nelle regioni del sud in Calabria il 45, il 50% delle imprese agricole. Certamente qualche volta per accorpamento per fortuna, diventando pi grandi e pi solide, ma nella maggior parte dei casi per abbandono della terra desertificazione del territorio del popolamento di alcune aree importanti. E allora in Europa abbiamo sostenuto queste tesi. Noi siamo dalla parte degli agricoltori sostenibilit ambientale se c' il mantenimento della produzione meno agrofarmaci quando ci sono cure per le piante alternative o ci sono piante pi forti che possano garantire la loro produzione e il loro reddito. L'uomo un bio regolatore sulle specie animali dove sono a rischio di estinzione, vanno aiutate. Ma quando sono troppi, come gli ungulati, i grandi carnivori, c' anche su base di dati scientifici, la possibilit di diminuirle. I nostri agricoltori, e questo ha dato fastidio a tanti, sono uomini e donne libere che vivono di lavoro e terra, vogliono fare quello e devono essere messi in condizione di farlo. Non chiedono n sussidi n reddito di cittadinanza e noi siamo con loro.

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