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Question time alla Camera dei Deputati del ministro Lollobrigida 

(22.05.2024)

 

Il Ministro dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, è intervenuto al Question Time alla Camera dei Deputati rispondendo a interrogazioni in merito al Registro Unico dei Controlli Ispettivi sulle imprese agricole; alle misure di contrasto al fenomeno della siccità adottate dal Governo per la Sicilia; alla limitazione del consumo di suolo agricolo.

RISPOSTA ALLA DOMANDA IN MERITO AL REGISTRO UNICO DEI CONTROLLI ISPETTIVI SULLE IMPRESE AGRICOLE 

Il Registro Unico dei Controlli Ispettivi sulle imprese agricole, istituito con il decreto del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali del 22 luglio 2015, è stato concepito come strumento cruciale per coordinare e ottimizzare i controlli ispettivi sulle imprese agricole. Si tratta di uno strumento dalle grandi potenzialità, la cui consultazione, prima di ogni ispezione in loco, costituisce una pratica di buona amministrazione che consente di conoscere se, presso una certa azienda, sono stati già effettuati dei controlli, di quale natura e con quali esiti. Tale verifica consente di valutare l'effettiva necessità di effettuare o meno ulteriori accertamenti, riducendone così la duplicazione e migliorando l'efficienza dell'azione amministrativa. Proprio con queste finalità è stata rafforzata la Cabina di regia dei controlli della quale fanno parte i principali organi di controllo dell'agroalimentare: l'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi, il Comando Carabinieri per la tutela agroalimentare, i Carabinieri per la tutela forestale e dei parchi, la Guardia di Finanza, le Capitanerie di porto, i Carabinieri per la tutela della salute, l'Agenzia delle dogane e dei monopoli e l'Agea. La Cabina di regia ha consentito di rafforzare i controlli ed evitare che le diverse Forze dell'ordine operassero accertamenti più volte nei confronti delle stesse imprese. La Cabina di regia si è tenuta proprio questa mattina con apprezzamento da parte di tutti i partecipanti che hanno riscontrato, in quest'anno di lavoro, maggiore coordinamento ed efficientamento del sistema con dei risparmi economici e miglioramento dei controlli. Abbiamo creato un sistema efficiente che garantisce sicurezza, qualità e benessere per chi acquista italiano e che contrasta il mercato illegale di derrate alimentari estere surrettiziamente spacciate per italiane. Alla Cabina di regia ed alle Forze dell'ordine che ne fanno parte è stato assegnato il compito di implementare il Registro unico dei controlli ispettivi (RUCI), che - istituito sin dal 2015 - non ha potuto pienamente conseguire le finalità assegnate in quanto implementato, di fatto, dai soli dati dei controlli svolti dall'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione delle frodi e dagli Organismi di certificazione che svolgono attività di controllo negli ambiti regolamentati. Per citare solo l'ultimo anno, si rappresenta che, complessivamente nel 2023, sono stati caricati sul suddetto registro più di 171 mila controlli. Per quanto riguarda, infine, l'ultimo aspetto sollevato dall'interrogante, relativo alla semplificazione e riduzione degli oneri burocratici a carico delle imprese, ricordo il nostro impegno in ambito comunitario, che ha consentito di ottenere l'esenzione dai controlli sulla condizionalità della PAC per le imprese con una superficie al di sotto dei 10 ettari. Si tratta di un risultato significativo, considerando che dette imprese rappresentano il 65% dei beneficiari e che in questo modo potranno operare in modo più efficiente e competitivo senza tuttavia compromettere la necessaria sicurezza e tutela del settore. L'Italia si farà promotrice di una riforma del codice doganale europeo e di un'azione sinergica tra gli Stati europei per garantire, rispetto alle merci che accedono all'Unione, verifiche all'altezza di quelle italiane.

RISPOSTA ALLA DOMANDA IN MERITO ALLE MISURE DI CONTRASTO AL FENOMENO DELLA SICCITA' ADOTTATE DAL GOVERNO PER LA SICILIA

Ringrazio l'Onorevole Castiglione e tutto il gruppo di Forza Italia perché mi dà la possibilità di riferire sulle misure di contrasto al fenomeno della siccità adottate dal Governo Meloni e contenute anche nel decreto Agricoltura pubblicato il 15 maggio in Gazzetta Ufficiale e ora incardinato al Senato per la conversione. Il Governo Meloni ha da sempre affrontato con la massima serietà la crisi idrica, provvedendo ad istituire, con uno dei primi decreti-legge adottati nel 2023, un'apposita Cabina di Regia, coordinata in via principale dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e nominando il dott. Nicola dell'Acqua Commissario straordinario nazionale per l'adozione di interventi urgenti connessi al fenomeno della scarsità idrica. Con l'articolo 11 del decreto Agricoltura il Governo è nuovamente intervenuto per rafforzare i poteri del Commissario al fine di dare attuazione alle misure più urgenti, strutturali e gestionali, per il contrasto della scarsità idrica. È previsto, inoltre, che, per l'attuazione del programma degli interventi individuati dalla Cabina di regia, siano assegnate le risorse, complessivamente pari a 102 milioni di euro, derivanti dalla rimodulazione del Piano straordinario per la realizzazione degli invasi e per il risparmio di acqua negli usi agricoli e civili e del Piano nazionale di interventi nel settore idrico. Dall'analisi del Commissario la Sicilia è la Regione che quest'anno maggiormente patisce il fenomeno della siccità. Per questo motivo annuncio che darò parere favorevole ad un importante emendamento presentato al Decreto Agricoltura al Senato dal gruppo di Fratelli d'Italia in favore delle imprese agricole e degli allevatori siciliani.  Si prevede di destinare 15 milioni del Fondo di solidarietà nazionale per l'anno 2024 per indennizzare le imprese in conseguenza dei danni subiti a causa di fenomeni siccitosi, verificatisi dal mese di luglio 2023 e fino al mese di maggio del 2024. In parallelo abbiamo approntato, con il Governo della Regione Siciliana, un sistema di raccordo costante, affinché dette risorse possano giungere agli imprenditori agricoli nel più breve tempo possibile, subito dopo la conversione del decreto-legge.  Ricordo inoltre che, nel Consiglio dei Ministri del 6 maggio scorso, che ha visto l'approvazione del Decreto Agricoltura, il Governo Meloni ha deliberato lo stato di emergenza, per 12 mesi, in relazione al deficit idrico della Regione Siciliana, mettendo a disposizione 20 milioni di euro per sostenere i primi interventi sul territorio. Per quanto riguarda la possibilità, menzionata dall'interrogante, di sospendere alcuni termini tributari e contributivi nelle aree colpite, stiamo attendendo che le Regioni interessate presentino la declaratoria di eccezionalità degli eventi calamitosi di cui al decreto legislativo n. 102 del 2004, che disciplina il Fondo di solidarietà nazionale (FSN).  Concludendo, voglio  ricordare che le Regioni da lei citate ospiteranno l'una, la Puglia, il G7 dei Capi di Stato e di Governo presieduto dal Presidente Meloni e l'altra, la Sicilia, il G7 dei Ministri dell'agricoltura, il primo dedicato anche al mondo della pesca. Non voglio entrare in polemica con quanto accaduto in passato sugli impianti idrici lasciati in stato di abbandono, ma voglio solo dire che le decisioni che ho menzionato sono la testimonianza di come per noi il Sud sia la terra dove da millenni mare, agricoltura, storia, tradizione e qualità si incontrano, dando vita a prodotti di qualità straordinaria, fregio per la nostra Nazione, ed è per questo che non possiamo che continuare a lavorare perché il settore primario resti un traino per questi territori. 

RISPOSTA ALLA DOMANDA IN MERITO ALLA LIMITAZIONE DEL CONSUMO DI SUOLO AGRICOLO
 
Ringrazio il gruppo di Fratelli d'Italia per il quesito presentato che mi consente di affrontare un tema centrale anche nel recente Decreto Agricoltura, come quello della limitazione del consumo di suolo agricolo. Il consumo di suolo produttivo rappresenta a tutti gli effetti una minaccia per la nostra sovranità alimentare. Pur esistendo una normativa sin dal 2021, l'installazione selvaggia ed indiscriminata di pannelli fotovoltaici a terra, spesso realizzati nella forma di investimenti speculativi, è continuata perché non è stato mai attuato il programma di identificazione delle aree utili all'installazione degli impianti per le fonti rinnovabili. Permettetemi di essere chiaro: la buona terra agricola serve per produrre, non per speculare. Si definisce suolo agricolo perché ha una precisa destinazione, perché deve produrre, e proprio per questo gode di una fiscalità agevolata, per sostenere gli agricoltori in un processo che ci fornisce buon cibo e garantisce la manutenzione del territorio. È per questo che con l'articolo 5 del Decreto Agricoltura, è ora previsto il divieto assoluto di installazione di impianti fotovoltaici con moduli a terra nelle aree classificate agricole dai piani urbanistici vigenti. Ovviamente sono fatte salve le procedure in corso e gli impianti ubicati nelle aree agricole non produttive. Sarà anche possibile installare pannelli sospesi, il cosiddetto agrivoltaico avanzato - sotto il quale si può coltivare - e portare a termine tutti i progetti legati al PNRR. Siamo convinti che esistano altri modi per produrre energia solare, rinnovabile, pulita, senza sottrarre un metro di terra alla coltivazione. È il caso, ad esempio, della misura Parco Agrisolare del Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. Questa misura finanzia, con contributi a fondo perduto, l'installazione di pannelli solari sui tetti dei fabbricati rurali delle imprese della produzione primaria e della trasformazione, nonché alcune spese accessorie quali coibentazione, rimozione d'amianto, accumulatori e dispositivi di ricarica. L'agrisolare consente non solo di incrementare la produzione di energia da fonti rinnovabili, rendendo il settore agricolo più sostenibile, ma anche - allo stesso tempo - di aumentare la competitività dell'intero settore, azzerando i costi di approvvigionamento energetico, che rappresentano in media il 20% dei costi variabili dell'impresa agricola, con i conseguenti vantaggi di competitività sui mercati nazionali ed internazionali. La misura, dopo le modifiche introdotte dal Governo Meloni, ha avuto un apprezzamento straordinario da parte delle imprese. Ad oggi sono state finanziate più di 14.000 imprese, per un importo di 1,35 miliardi di euro di risorse impegnate. Oltre 2.000 imprese hanno già concluso l'investimento, ed a circa la metà è stato già erogato il saldo finale delle risorse. Questi risultati eccezionali hanno consentito di ottenere dalla Commissione europea ulteriori 850 milioni di euro, portando la dotazione finanziaria complessiva a 2 miliardi e 350 milioni di euro e di triplicare la potenza installata da fonti rinnovabili, portandola a 1,38 gigawatt rispetto ai 375 megawatt originariamente previsti. Questi dati parlano da soli, contro chi per mesi ha sostenuto che questo Governo non sarebbe stato in grado di gestire il PNRR: le misure stanno andando meglio delle aspettative e le risorse sono state raddoppiate. Il grande successo del Parco Agrisolare dimostra che un'alternativa che renda compatibile la produzione di energie rinnovabili e la salvaguardia della nostra sovranità alimentare, delle nostre produzioni agricole, è senza dubbio possibile, ed in questo senso ci siamo mossi nel recente Decreto Agricoltura":










































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