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Il Programma MAB ("Uomo e Biosfera") e la Rete Globale delle Riserve di Biosfera


Nel campo della tutela delle biodiversità vegetale e animale, anche in chiave di sviluppo locale e di sostegno alle produzioni agroalimentari e forestali, è attivo il Programma Uomo e Biosfera (MAB, Man and the Biosphere), un Programma Intergovernativo multilaterale che mira a promuovere la cooperazione scientifica, la ricerca interdisciplinare su temi della protezione delle risorse naturali, la gestione degli ecosistemi naturali rurali ed urbani, l'istituzione di parchi, riserve e aree naturali protette. Uno dei meccanismi di protezione e valorizzazione della biodiversità, attivi nell'ambito del MaB, è la "Rete Globale delle Riserve di Biosfera" (WNBR - World Network of Biosphere Reserves).
 
Le "Riserve di Biosfera" (anche denominate più semplicemente biosfere) sono aree abitate e sfruttate dall'uomo, rimaste in uno stato vicino a quello naturale grazie alla loro economia agraria o forestale. Le biosfere puntano non solo ad incoraggiare la conservazione degli spazi naturali ma anche a promuovere il territorio, il suo sviluppo economico e le sue specificità culturali. Ed è per questo che le riserve sono suddivise in tre zone: una zona centrale in cui viene preservata la biodiversità vegetale e animale, destinata alla ricerca; una zona cuscinetto di gestione ecologica per le attività a basso impatto in termini di silvicoltura, agricoltura ecologica ed ecoturismo; una zona di sviluppo sostenibile delle risorse per l'artigianato, i servizi e le attività agro-silvo-pastorali più estensive. Le Riserve di Biosfera rappresentano perciò dei veri e propri laboratori di sviluppo sostenibile in grado di abbinare alla funzione di conservazione dei valori ecologici del territorio, la valorizzazione delle sue specificità naturali e delle attività tradizionali di utilizzo eco-compatibili.

Nell'ambito delle Rete Globale delle Biosfere istituita dal MAB, a tutt'oggi si registrano 564 riserve in 109 Paesi, di cui 8 in Italia:

1.   Collemeluccio-Montedimezzo, dal 1977 (riserva gestita dal Corpo Forestale dello Stato);
2.   Circeo, dal 1977 (riserva gestita dal Corpo Forestale dello Stato);
3.   Miramare, dal 1979;
4.   Cilento e Vallo di Diano dal 1997;
5.   Somma-Vesuvio e Miglio d'Oro dal 1997;
6.   Valle del Ticino, dal 2002;
7.   Isole della Toscana, dal 2003;
8.   Selva Pisana, dal 2004.
 
La denominazione "riserva della biosfera" è applicata a regioni abitate e sfruttate dall'uomo, rimaste in uno stato vicino a quello naturale grazie alla loro economia agraria o forestale. Le biosfere puntano non solo ad incoraggiare la conservazione degli spazi naturali ma anche a promuovere il territorio, il suo sviluppo economico e le sue specificità culturali. Ed è per questo che le riserve sono suddivise in tre zone: una zona centrale in cui viene preservata la biodiversità vegetale e animale; una zona cuscinetto di gestione ecologica per la silvicoltura, l'agricoltura ecologica ed ecoturismo; una zona di sviluppo sostenibile delle risorse per l'artigianato, i servizi e le attività agro-silvo-pastorali più estensive.

L'organo di governo del Programma è l'International Coordinating Council (ICC), composto da 34 Paesi membri, eletti dalla Conferenza Generale dell'UNESCO ogni 2 anni, con un mandato di 4 anni rinnovabile (il mandato dell'Italia, scaduto alla fine del 2007, è stato rinnovato e durerà fino alla 36a Sessione della Conferenza Generale UNESCO nel 2011).

Questa Amministrazione rappresenta il Governo Italiano anche nell'ambito dell'International Coordinating Council.

Nel corso della 22° sessione di lavoro dell'International Coordinating Council, svoltasi nel maggio-giugno 2010 a Parigi, il MIPAAF ed il Corpo Forestale dello Stato si sono impegnati a consegnare i rapporti periodici sullo stato delle due riserve di biosfera gestite dal CFS, nello specifico la Riserva di biosfera Collemeluccio-Montedimezzo e la Riserva di biosfera del Circeo, in ottemperanza a quanto previsto dal Madrid Action Plan, il piano d'azione strategico quinquennale del programma.

Il 25 marzo 2011 la documentazione relativa ai due periodic review, in versione cartacea e su supporto magnetico, è stata consegnata dal coordinatore del Gruppo di Lavoro UNESCO alla Rappresentanza Permanente d'Italia presso l'UNESCO che a sua volta ha provveduto a trasmetterla al Segretariato del MAB di Parigi entro il 31 marzo 2011, nei termini prestabiliti.