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Risposta del ministro Zaia al question time commissione agricoltura
 
10/07/2008
"Il Brunello di Montalcino non solo è uno dei più grandi vini d'Italia, ma ne è un grande ambasciatore. La crisi che si è avuta con il Governo degli Stati Uniti è stata dovuta ad un paventato blocco alle importazioni fissato dall'Alcohol and Tobacco Tax and Trade Bureau (TTB), cioè l'organismo ufficiale americano, prima per il 9 e poi per il 23 giugno. Per risolvere il problema, il Ministero ha messo in campo tutta una serie di azioni.
Stiamo parlando di un vino con riferimento al quale vi è una produzione di 7 milioni di bottiglie con 246 produttori (se ne esporta il 60 per cento, ed il 30 per cento delle esportazioni è diretto verso gli Stati Uniti). Come prima diceva bene l'onorevole Beccalossi, gli Stati Uniti rappresentano una grande opportunità per il nostro settore agro-alimentare (3 miliardi e mezzo di importazioni con una bilancia al nostro attivo). Tutto ciò per dire che già il 9 giugno predisposi un decreto con il quale ho sollevato di fatto il consorzio del Brunello di Montalcino dai controlli, ma non è bastato al Governo degli Stati Uniti. Dopo una serie di azioni, sfruttando anche i canali diplomatici, abbiamo convenuto su un nuovo decreto che prevede, innanzitutto, il rafforzamento di un comitato di garanzia formato da tre luminari del settore (il dottor Fulvio Mattivi dell'Istituto San Michele all'Adige, direttore del laboratorio analisi, il professor Vasco Boato dell'Università di Padova, ordinario di economia, e il dottor Ricci Curbastro, presidente di Federdoc).
Secondo questo nuovo decreto, che verrà pubblicato a giorni, sostanzialmente la partita è stata risolta nel modo seguente: l'Ispettorato del controllo di qualità (ICQ) di Firenze effettuerà i controlli delle partite che verranno esportate negli Stati Uniti, e questa certificazione avrà la carta intestata del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, come richiesto dagli americani. La partita si è così risolta: le singole partite verranno certificate di fatto dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, e potremo quindi dire che scongiuriamo anche quel possibile domino che stava per partire, come è stato enunciato prima, rispetto a tutto l'agro-alimentare italiano.
Qualcuno voleva infatti far passare l'idea - e lo ha detto bene lei - che non fosse solo un problema di uvaggi. Ricordiamo infatti che quello del Brunello di Montalcino è un problema che si pone in termini di uvaggio, cioè del non rispetto del disciplinare (si dovrebbe ottenere il Brunello con il 100 per cento di Sangiovese, mentre invece l'accusa sostiene che esso contiene il 5, forse il 10 per cento di Merlot, Syrah o di altri vini rossi). Così si faceva passare l'idea a livello internazionale - ripeto - che il Brunello mettesse a repentaglio la sicurezza alimentare. Abbiamo difeso fino in fondo, con il Brunello di Montalcino, il made in Italy e sicuramente la sicurezza alimentare."

(Fonte Camera dei deputati)
 

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